Oleoturismo: un’opportunità da cogliere anche in Autunno

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Siamo nel periodo aureo dell’olio extravergine d’oliva di qualità: la campagna olearia si sta concludendo e la tentazione per consumatori ed appassionati di andare direttamente nelle aziende è fortissima.
Ne ho parlato con Fabiola Pulieri autrice, unitamente a Dario Stefàno, del libro «Oleoturismo – Opportunità per imprese e territori», Agra Editrice.

Buongiorno Fabiola e grazie di avermi dedicato una parte del tuo tempo prezioso. Giornalista, conduttrice televisiva, esperta di enogastronomia, sommelier dell’olio, assaggiatrice professionista ed ambasciatrice dell’oleoturismo che stai divulgando in tutta la penisola. Ho dimenticato qualcosa?

In effetti hai dimenticato la nostra comune esperienza forense!

Presumo che ti abbia agevolato nella stesura di un testo complesso che muove da un corpo normativo…

In effetti il libro ha richiesto tanto studio e ricerca e la sua stesura si è conclusa solo dopo l’emanazione nel 2020 della legge sul turismo dell’olio e dei successivi Decreti Interministeriali del febbraio 2022, quando si è registrato finalmente un cambio di passo nel settore. Il testo mira soprattutto a dare un aiuto concreto ai produttori che vogliono strutturarsi o migliorare per far conoscere la loro storia, il loro territorio, i prodotti tipici e le tradizioni attraverso un alimento che affonda le sue radici nel passato e, spaziando tra profumi e sapori, racchiude tutto in sé!

L’olio nuovo, le giornate ancora soleggiate: è il periodo ideale dell’oleoturismo?

In questa stagione si può essere contagiati dal clima di festa tipico della conclusione della campagna olearia, ma in realtà l’oleoturismo, che è un modo per vivere il territorio e assaporare il tempo libero, degustare l’olio EVO e i prodotti tipici di ciascun luogo che si visita, non ha un «periodo ideale» visto che le esperienze che si possono fare in campo durante altri periodi dell’anno sono moltissime: la potatura degli ulivi in inverno, il foraging tra gli ulivi in primavera oppure la costruzione di muretti a secco o le passeggiate a cavallo e gli aperitivi in estate.

Come scegliere le aziende da visitare e con quale spirito dobbiamo avvicinarci all’oleoturimo?

Tutte le aziende meritano di essere visitate per conoscere come si coltivano gli uliveti e come si produce l’olio. Una novità che a breve sarà presentata al pubblico (doveva essere pronta per novembre 2025, ma è stata posticipata ad inizio 2026) è quella a cui sto lavorando insieme ad AIRO – Associazione Internazionale Ristoranti dell’Olio e che è una sorta di «guida» interattiva, nuova, in formato digitale, accessibile a tutti e consultabile senza bisogno di scaricare app o comprare libri o similari. Con la guida sarà più facile e comodo per tutti trovare quei «Luoghi dell’olio» dove fare e vivere, in campo e al ristorante, in azienda o in frantoio, le esperienze che si desiderano fare.

Per quanto riguarda l’approccio a me piace parlare di «empatia». Se ci poniamo in uno stato empatico con il produttore non solo possiamo innamorarci del suo olio e dei suoi prodotti, ma siamo in grado di capire il duro lavoro che fa insieme ai collaboratori e alla famiglia lungo l’intero corso dell’anno per ottenere un risultato che racchiude in una bottiglia molteplici aspetti tutti importanti, tutti diversi e tutti essenziali. E poi dobbiamo affidarci ai nostri sensi che poi sono anche il mezzo per scegliere, tra quelli proposti, il «nostro» olio extravergine d’oliva.

A proposito: come possiamo districarci tra le offerte?

Ognuno di noi ha una preferenza per l’olio meno piccante o più amaro o viceversa oppure per oli che siano più equilibrati e vadano d’accordo con tutto o quasi ciò che cuciniamo. Insomma solo assaggiandone tanti e di buona qualità ci si può fare un’idea ampia di quale ci piaccia di più o di quale proprio non ci piace. I nomi sono relativi, piuttosto leggiamo le etichette e assicuriamoci che le olive siano di provenienza italiana e quanto più possibile vicina al luogo di coltivazione in cui stiamo acquistando. Inoltre non acquistiamo oli che siano stati imbottigliati la stagione di raccolta precedente a quella appena avvenuta. La shelf life di un olio non va oltre i diciotto mesi (se filtrato, imbottigliato e conservato nel migliore dei modi). Leggere sempre tutte le indicazioni e informazioni riportate in etichetta e la data di imbottigliamento è fondamentale per non avere brutte sorprese.

Parliamo della nota dolente: il prezzo.

Partiamo dal presupposto che dietro ogni singola bottiglia di olio extravergine c’è il lavoro e ci sono i costi di un’intera annata: non possiamo pretendere di pagare un olio di qualità alle cifre irrisorie che troviamo sugli scaffali nei supermercati.

Per comprendere il giusto prezzo dell’olio extravergine d’oliva di qualità, quello «giusto» non solo per il produttore, ma per noi, è necessario essere coscienti dell’impatto che l’olio ha sulla nostra salute e rispondere alla domanda: perché sono propenso a pagare circa 20 euro per cambiare l’olio all’automobile e non voglio spendere la stessa cifra per l’olio di oliva che uso per cucinare e che finisce dentro di me? Dunque a ciascuno la risposta che ritiene più giusta per sé. Una bottiglia di olio dura tra i venti e i trenta giorni: il suo costo non è neanche quello di un caffè al giorno!

Siamo giunti al termine della nostra chiacchierata e ti lascio con una domanda: l’oleoturismo può essere davvero una risposta al turismo di massa?

È nella stessa vocazione dell’oleoturismo quello di porsi come alternativa al turismo massificante e soffocante.

Visitare i frantoi e i produttori, vivere a pieno la frenesia, le emozioni e l’essenza della ruralità che ne contraddistingue l’unicità, immergersi nella natura e fare sport facendo giri in bici o allenamento all’aperto, yoga o meditazione sono alternative appaganti ai consueti itinerari del turismo di massa. E poi non dobbiamo dimenticarci che praticare l’oleoturismo vuol dire visitare i meravigliosi Borghi dislocati in tutta Italia, le campagne e gli oliveti e le zone più tranquille e decentrate dove si possono apprezzare i piaceri e il gusto delle tradizioni più antiche unitamente al benessere psicofisico che i luoghi dell’olio possono far riscoprire.

E io mi permetto di aggiungere, visto che ogni anno assistiamo all’anticipazione del periodo natalizio, è anche l’occasione per acquistare qualche strenna da mettere sotto l’albero di Natale!

Grazie Fabiola, anche a nome dei lettori di InLibertà, della tua disponibilità e ci sentiamo sicuramente dopo l’uscita della guida.

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