
La commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato l’emendamento al “Lodo Alfano” (sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato, con l’obiettivo di tutelare l’esigenza assoluta della continuità e regolarità dell’esercizio delle più alte funzioni pubbliche) estendendo in maniera retroattiva la tutela. Dunque anche i processi per reati avvenuti in periodi antecedenti saranno bloccati. Unica limitazione è che il Parlamento voti la sospensione. Maurizio Saia, finiano ha dato il suo voto, insieme a Lega e Pdl. Tuttavia il testo pronto ad approdare in aula, ha già scatenato forte dissenso nell’opposizione: “Faremo le barricate dentro e fuori il Parlamento. Questo obbrobrio giuridico non passerà”, dichiara Bersani, segretario del Pd. L’Italia dei Valori ha invece fatto appello al presidente della Repubblica, Napolitan; ma dal Quirinale, in tarda serata, è stata emanata una nota nella quale si precisa: “La Presidenza resta sempre rigorosamente estranea alla discussione di qualunque proposta di legge, specialmente di natura costituzionale”. Per finire è il Presidente della Camera a incontrare Alfano, che sulla Riforma della giustizia chiarisce che non ci saranno né lo stop ai processi in corso, né alcuna rivalsa nei confronti della magistratura: dunque un testo accettabile anche da Fli. Del tutto contrariato Italo Bocchino: “mi occuperò della retroattività solo quando il testo arriverà a Montecitorio”. E a intervenire per assicurare che anche a Montecitorio i finiani voteranno a favore, Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia della Camera, che così si è espressa sulla questione:” si tratta di proteggere un’alta carica durante lo svolgimento del mandato. Mi sembra logico metterlo al riparo da eventuali procedimenti”.
di Redazione
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