
Città del Vaticano, 23 marzo 2025 — E alla fine uscì. In carne, ossa, e sorridente, Papa Francesco è stato dimesso dal Policlinico Gemelli, lasciando dietro di sé non solo le corsie dell’ospedale, ma anche una scia di ipotesi surreali, teorie ardite e fake news degne di un romanzo di Dan Brown scritto sotto psicotropi. Perché se c’è una cosa che il ricovero del Pontefice ha fatto emergere più del suo stato di salute, è la creatività senza freni dei complottisti da tastiera
Sarà vero? È il Papa o è un sosia
La scena dell’uscita: una sedia a rotelle spinta lentamente, i flash impazziti, i giornalisti in delirio. Ma tra i commenti sui social, qualcuno ancora si chiedeva: “È davvero lui?” E giù teorie. Clone? Ologramma? Avatar IA? Magari l’ennesimo sosia ben addestrato, come quelli che secondo alcuni sostituiscono Putin durante i viaggi di Stato.
Ma torniamo all’inizio. Il 14 febbraio, il Papa viene ricoverato al Gemelli per un’infezione respiratoria (polmonite bilaterale). Il Vaticano comunica l’informazione con parsimonia, il che è lecito (si parla pur sempre di salute personale), ma per molti è già troppo poco. Non ci sono immagini, non ci sono video. Si sa, dove manca l’informazione, abbonda la suggestione.
Nascono i misteri. E i misteri, si sa, fanno gola ai costruttori di verità alternative.
A peggiorare la situazione, ci si mettono anche i simboli. La bandiera vaticana torna a sventolare sulla residenza di Santa Marta. Dettaglio apparentemente trascurabile, ma che nel protocollo indica la presenza fisica del Papa in casa. Peccato che Francesco fosse ancora in ospedale. E allora via con l’interpretazione esoterica: forse Bergoglio non era mai stato ricoverato? O era tornato in gran segreto e nessuno ce lo aveva detto? O peggio: era un messaggio cifrato per i poteri forti?
Quando l’IA ci mette lo zampino…
Poi è il turno dell’intelligenza artificiale. Tra le immagini più discusse, una foto virale ritraeva il Pontefice a letto, con il volto sereno ma… sei dita visibili sulla mano destra. Il dettaglio, grottesco e surreale, ha acceso i riflettori: non era uno scatto autentico, ma un’immagine generata da un software AI (probabilmente Midjourney), che aveva semplicemente sbagliato il conteggio delle dita, come spesso accade in creazioni artificiali. Un errore banale per gli esperti, ma un'”evidenza schiacciante” per i complottisti.
Circola infine una foto generata sempre con Midjourney che mostra il Papa seduto in posizione ieratica, vestito di bianco, con alle spalle uno scenario gotico e surreale. “È l’ultima immagine prima del trapasso”, scrive qualcuno. “È la prova che non è più lui”, rilancia un altro. “Ma ti pare che il Papa sta a letto con tanto di vesti ufficiali?”. E mentre i giornalisti smontano l’immagine come deep fake, nei meandri di Telegram c’è chi inizia a sostenere che il vero Papa sia stato “sostituito” da tempo.
Il mistero della cappella: quella del Gemelli o no? Dov’era il Papa?
A gettare benzina sul fuoco, anche un altro dettaglio controverso: una foto diffusa dal Vaticano mostrava Papa Francesco raccolto in preghiera in una cappella, durante la degenza. Ma diversi utenti hanno fatto notare che l’ambiente non coincide con la cappella interna del decimo piano del Gemelli. Altare diverso, assenza di finestre note, differente disposizione dei banchi. C’è chi suggerisce che si tratti di un’altra cappella dell’ospedale (che ne conta più di una), chi sospetta invece un set fotografico improvvisato o addirittura un luogo simbolico montato ad arte. Nessuna smentita ufficiale, ma molte domande ancora aperte.
Dov’è finita la Gendarmeria?
Un altro elemento che ha fatto discutere: l’assenza visibile della Gendarmeria Vaticana nei corridoi del decimo piano, storicamente presidiato durante le degenze del Pontefice. Video amatoriali e immagini mostrano un ambiente insolitamente tranquillo, senza guardie evidenti. Per alcuni, un semplice cambio di protocollo per garantire riservatezza; per altri, la prova definitiva che al decimo piano non ci fosse affatto il Papa, ma un altro paziente (o il vuoto).
Complice di tutto questo? Anche la comunicazione incerta.
Un esempio su tutti: il celebre audio del Papa diffuso pochi giorni dopo il ricovero, in cui la voce del Pontefice appare flebile, tremante, quasi artefatta. Le teorie esplodono: “Non è lui”, “È una voce sintetizzata”, “È malato terminale”. Peccato che la spiegazione tecnica fosse molto più banale: il microfono, posizionato troppo vicino al naso, distorceva il suono e faceva passare l’audio come se provenisse da una voce spettrale. Altro che intelligenza artificiale. Qui era semplicemente incompetenza audiofonica umana.
Il silenzio del Vaticano, che ha scelto un approccio prudente e riservato (per alcuni, troppo), ha alimentato l’incendio. E allora una domanda legittima si affaccia: questo mistero è stato generato per caso, o per calcolo?
Una mossa creata a tavolino?
C’è chi azzarda: e se fosse stata una strategia? Un modo per concentrare i riflettori sulla figura del Papa, visto che siamo in pieno Giubileo, evento centrale per la Chiesa e atteso da milioni di pellegrini? Un caso di “attenzione mirata”, una sorta campagna pubblicitaria spirituale? Oppure — più terrenamente — un gigantesco cortocircuito di comunicazione in cui la prudenza istituzionale ha lasciato spazio alla paranoia collettiva?
Distra(azione): il complotto nella geopolitica?
Come se non bastasse, tra le teorie più ardite emerse negli ultimi giorni, c’è anche quella secondo cui l’intera vicenda del ricovero papale sarebbe stata una “distrazione di massa” orchestrata ad arte. Secondo questa corrente – tanto sotterranea quanto insistente – l’attenzione mediatica catalizzata sullo stato di salute di Francesco avrebbe avuto lo scopo di offuscare il dibattito pubblico su temi ben più scottanti, come l’aumento della spesa militare italiana, l’invio di armamenti in zone di conflitto e le recenti decisioni parlamentari in materia di difesa.
In questa narrazione alternativa, il Papa diventa inconsapevolmente un paravento simbolico, usato per deviare lo sguardo collettivo dalle tensioni geopolitiche. Una visione che intreccia diffidenza verso le istituzioni, sfiducia nei media e un’antica passione per la dietrologia all’italiana. È solo immaginazione cospirazionista o c’è un fondo di verità? Impossibile stabilirlo con certezza. Ma di sicuro, l’idea di una macchina narrativa capace di manipolare l’agenda pubblica attraverso simboli potenti come il Pontefice, affascina e inquieta al tempo stesso.
Il punto è che, nel vuoto, le teorie proliferano come muffa nelle cantine.
Fake news che andrebbero archiviate tra le leggende urbane, e che invece riescono a salire in tendenza su Twitter (pardon, X) nel giro di poche ore. Un Papa che parla, ma non convince. Che non appare, ma secondo alcuni “muove ancora le mani”. Che esce, ma per i più fantasiosi è solo un fantoccio telecomandato. Eppure — anche stavolta — la realtà è meno spettacolare, ma molto più umana: il Papa sta meglio, e ha semplicemente avuto bisogno di cure. Punto.
E adesso?
L’infodemia che offusca la verità: il Papa è vivo
Ora che Papa Francesco è stato dimesso e ha ripreso i suoi impegni (quelli veri), viene da chiedersi: cosa si inventeranno ora i teorici del “non è lui”? Diranno che il clone è migliorato? Che è stato aggiornato il software vocale? Che la sedia a rotelle era radiocomandata?
In un’epoca in cui la realtà non basta più, e dove tutto ciò che è “normale” è percepito come sospetto, ci tocca riscoprire il valore della verità semplice, del fatto confermato, del silenzio che non è sempre manipolazione ma a volte solo… pudore.
Il Papa è uscito. E no, non era un deep fake. Era solo un uomo di 88 anni, affaticato da un serio problema polmonare, che dopo una degenza ospedaliera ha sorriso ai fotografi. Vero. Reale. Con buona pace degli algoritmi della paranoia.
Fonte foto: VATICAN MEDIA Divisione Foto
[…] Bergoglio si è lasciato spegnere, come chi ha atteso l’ora giusta per rientrare nell’eterno. […]