Il Disklavier Yamaha al passo coi tempi. Intervista a Enrico Bonfante

Disklavier

Da oltre un secolo la Yamaha Corporation unisce tradizione e innovazione, dando vita a strumenti di altissima qualità, adatti alle necessità di ogni musicista. Quarant’anni fa ha ideato un pianoforte acustico altamente tecnologico, dotato di un sistema di registrazione e riproduzione di ultima generazione: il Disklavier. Per conoscere meglio questo strumento, abbiamo incontrato a Cremona Musica International Exhibitions and Festival 2025 il 49enne vicentino Enrico Bonfante. Laureato in Giurisprudenza e diplomato in Chitarra classica, gestisce per Yamaha le vendite di pianoforti acustici nel mercato italiano, ma si occupa anche di marketing e dei contatti con gli artisti.

Quali sono le peculiarità del Disklavier?

È dotato di una strumentazione integrata molto sofisticata, che permette di registrare il movimento del tasto e riprodurlo fedelmente. Un sistema tecnologico installato su tutti i modelli di gamma, per garantire la massima accuratezza e precisione. Non solo è di grande aiuto in fase di studio, permettendo di riascoltarsi e rivedersi dall’esterno, ma costituisce anche un’elegante fonte d’intrattenimento domestico: chi ama la musica e vuole ascoltarla dal vivo, ha l’occasione di farlo a casa propria con registrazioni di pianisti famosi. Il costo della tecnologia supera di circa 10/15 mila euro quello di un pianoforte acustico.

Di quali eventi è stato protagonista in questa edizione di Cremona Musica?

Abbiamo dato la possibilità di suonare sul palco un C3 Disklavier e un Bösendorfer 280VC (Vienna Concert). Quest’ultima marca austriaca è stata acquistata da Yamaha, mantenendo intatta la tradizione della costruzione degli strumenti. Per gli eventi serali abbiamo avuto il C3X, un po’ più piccolo e versatile. Durante la tavola rotonda dedicata al futuro dell’insegnamento ibrido ci siamo collegati con Pechino, Perth (Australia) e New York, e due Disklavier hanno suonato a distanza, abbattendo ogni confine e barriera. In qualità di relatori sono stati presenti Roberto Prosseda, Prof. Giuseppe Modugno, Christoph Sischka, Yon Seen Lee, Elyane Laussade, Tatsuhuiro Murata, e da remoto Wang Qiu. Il compositore iraniano Ardavan Vossoughi, classe 1986, – vincitore del Disklavier Composers Contest di Cremona nel 2020 – ha invece suonato in prima assoluta Mazeklavier, che si discosta dalle tradizionali scritture, e un estratto dei suoi 10 studi, Studyklavier, evidenziando dinamiche articolate e nuove possibilità ritmiche. Infine, il compositore e pianista Alessio Santolini Raggi ha presentato il suo album Diagram and Projection.

Come vede il futuro degli 88 tasti con queste novità?

Direi brillante! Pensi alle possibilità che apre a chi voglia frequentare masterclass o svolgere esami di ammissione, ma non può permettersi di viaggiare. Abbiamo una tecnologia che riproduce fedelmente la performance del musicista. Stiamo lavorando per dare la possibilità a tutti gli insegnanti di trovare un Disklavier nell’istituzione in cui lavorano, oppure in sedi di riferimento. Il grande Franco Battiato amava il Disklavier e il compositore Paolo Buonvino lo impiega per integrare nuovi elementi alla sua orchestra live. Con questo strumento è possibile registrare e riprodurre ogni tipo di sfumatura sonora, anche la più sottile, per dare vita a produzioni musicali sempre nuove e avvincenti.

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