Ieri Montecitorio si è tinto di bianco: oggi riprendono le votazioni

xquote-rosa-legge-140310130709_big.jpg.pagespeed.ic.Dq3WFXEkndIeri Montecitorio si è tinto di bianco, grazie alle donne che ne hanno punteggiata l’aula con la loro mise, in senso di protesta sulla legge elettorale. Peccato tuttavia che la lotta sia miseramente fallita e che abbia vinto l’accordo fra Renzi e Berlusconi. L’Italicum rappresenta dunque la” polizza a vita” della legislatura attuale. Ecco cosa è accaduto: Rosy Bindi, in pieno dissenso con il Presidente del Consiglio, ha fatto notare che “il Pd è un partito ferito dai 100 voti mancati per far passare la norma antidiscriminatoria”, che secondo la deputata del Pd “è passibile d’incostituzionalità”. Poi ha aggiunto “Noi abbiamo un’idea diversa della democrazia di un uomo solo che fa le cose buone”. Renzi ha tuttavia spiegato “non c’è da mantenere un patto con Berlusconi, ma un impegno che come partito abbiamo preso profondo, netto, chiaro”.

Il Premier ha inoltre tuonato ” Mi sono state chieste nella direzione tre cose: legare la legge elettorale alle riforme, modificare le soglie, ottenere la libertà di voto sugli emendamenti trasversali. Tutte e tre queste cose sono state assicurate”. L’ex sindaco di Firenze in realtà era stato chiaro fin da subito: Il suo obiettivo era quello di votare il testo della legge elettorale, così com’è attualmente, alla Camera, consultando i gruppi per apportare eventuali correzioni prima dell’approdo in Senato, ma il caos di ieri ha creato qualche intoppo. Renzi tuttavia ha fatto sapere “chiunque farà il mancare il proprio voto oggi dovrà risponderne davanti al Paese e agli elettori”.

Ma ecco come si sono sviluppate le votazioni, interrotte per due volte a causa delle bagarre interne. Innanzitutto precisiamo che il Governo si era rimesso al parere dell’aula per la votazione di tre emendamenti, i quali sono stati bocciati. Di essi, il primo prevedeva l’alternanza uomo-donna, ed è stato bocciato con 335 no e 227; Il secondo, con il quale si chiedeva che fra i capilista vi fossero metà donne è finito 344 a 214; l’ultimo, sul riequilibrio dei capilista 60/40, ha ottenuto 298 voti contrari e 253 a favore.

Neanche a dirlo, nell’aula si è creata da subito un’atmosfera assai pesante. Tanto per cominciare il relatore Sisto (comitato dei 9) ha sventolato dei fogli su cui era impressa una sentenza della Consulta che avrebbe dimostrato l’incostituzionalità del riequilibrio. Ma la replica è subito arrivata perché l’art.51 della Carta impone il riequilibrio tramite “appositi provvedimenti”. Matteo Renzi, inasprito dalla tensione di ieri ha avvertito via twitter che questa mattina alle 8.30 è stata convocata un’assemblea per “fare chiarezza”, come hanno chiesto le deputate democratiche ed ha subito auspicato un voto compatto e la voglia di modificare il regolamento “per ridurre l’uso del voto segreto.

di Simona Mazza

foto: lettera43.it

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