I vestiti non conoscono l’autogestione

pannidastirareLa gestione dei panni è da sempre un tabù maschile. Qualche uomo sa stirare e, solitamente, se ne vanta (parliamone!) ma la maggior parte dei single porta tutto in lavanderia. Invece chi ha una moglie/fidanzata/compagna smette di preoccuparsi della materia, come se il problema non esistesse più. Due numeri per capire di cosa parliamo.

Una persona mediamente ordinata si cambia

  1. una camicia, un cambio di intimo e un paio di calzini, ogni giorno;
  2. un pigiama, una coppia di asciugamani e un accappatoio, ogni settimana;
  3. un maglione e un pantalone ogni due giorni;
  4. lavaggio completo di tutto ciò che è in armadio a fine stagione;
  5. un intero borsone di panni ogni volta che va in palestra/calcetto/sauna;
  6. tralasciamo  lenzuola, tovaglie, tende, cuscini, copridivani, etc..

Questo moltiplicato per il numero di componenti della famiglia.

Se per la spesa la lista è un punto d’arrivo, per i panni “lavare” è solo il punto di partenza. Dando ottimisticamente per scontato che tutti in famiglia conoscano l’uso del cesto di panni sporchi, gli stessi vanno messi in lavatrice, stesi, controllati, ritirati quando sono asciutti, girati (non fatemi credere che in casa vostra i panni sono tutti al dritto!), piegati e in alcuni casi stirati. E non è finita: vanno rimessi a posto, ovvero ogni capo di abbigliamento va attribuito alla persona giusta e messo in un posto prestabilito.

Un’altra informazione: quando cambia la stagione i vestiti non emigrano da soli dall’armadio alle scatole e viceversa!

di Patrizia Calamia

foto: hovogliadichiacchiere.wordpress.com

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