Il Carnevale è in assoluto il periodo più trasgressivo dell’anno . L’idea stessa di mettersi una maschera che non consente di essere riconosciuti sta a voler indicare simbolicamente il “tutto è concesso”.
La festa egizia di Iside, le dionisiache greche, i saturnali romani, la festa di Marduk contro il drago Tiamat , il Samhain celtico, solo per citare alcuni festeggiamenti analoghi all’odierno carnevale. In tutte questi eventi protagonista è il caos che precede la rinascita primaverile. Durante tutte queste feste si realizzava un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell’ordine, allo scherzo e anche alla dissolutezza; in molti casi si trattava di veri e propri riti orgiastici e, nell’ultimo giorno, attraverso la distruzione del caos (il Re Carnevale, il drago, etc.) il tempo si rigenerava. 
Il nostro Carnevale è meno simbolico ma non per questo deve essere meno divertente. Attraverso la maschera e il travestimento si può esprimere la propria natura e il proprio desiderio di trasgressione. Pizzi, merletti, lingerie, una maschera sul viso, un lungo mantello ed il gioco è fatto!
In quelle serate si può essere ciò che si vuole e noi donne abbiamo solo l’imbarazzo della scelta, un unico obbligo: nessun pudore!
E per gli uomini, nessun suggerimento? No, la seduzione è femmina… loro possono solo subirne le conseguenze.
Ci sono feste in cui è vietato farsi riconoscere ed è consentito l’ingresso soltanto da soli e con la maschera indossata. Ma attenzione, se decidete di partecipare ad una festa del genere, sceglietene una lontana dalla vostra città per non rischiare di trovarvi a limonare con vostro cugino!
di Patrizia Calamia
foto: mariannasantoni.com – leiweb.it


