Viterbo sotterranea in occasione della processione della Macchina di Santa Rosa

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In occasione del grande evento, riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, della processione con la famosa” Macchina di Santa Rosa”, che si terrà il 3 settembre, abbiamo approfittato per visitare una parte di Viterbo, sconosciuta ai più, e precisamente quel vastissimo mondo sotterraneo i cui ingressi di trovano nella Piazza della Morte (o “buona morte”, come era anticamente il nome della confraternita che si occupava di seppellire gli indigenti una volta deceduti), con un biglietto anche di soli 4 euro, per un giro breve, e di 8 euro con guida, per una durata di un’ora circa.

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La città di Viterbo, con il suo magnifico quartiere medievale (di cui ne abbiamo parlato in un altro articolo qualche tempo fa) conserva sotto i suoi edifici una serie di cunicoli, scavati nel tufo. Un vero labirinto con camere della tortura, prigioni, laboratori di un passato alchemico, passaggi segreti, scale, pozzi, usati nella storia come nascondigli, vie di comunicazione, depositi, ritrovi di sette segrete o banditi. Utilizzati infine come ricoveri durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

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Questo reticolo di gallerie, cunicoli, grotte, ambienti ipogei, realizzati tutti in epoche diverse, già dagli etruschi, è sicuramente affascinante, misterioso e coinvolgente. La leggenda dice che fosse il luogo ideale per pratiche esoteriche, usato anche dagli alchimisti per cercare di creare “l’elisir di lunga vita” o la “pietra filosofale”. Sembra che anche Papa Giovanni XXI, verso l’anno 1277, praticasse tali interessi o passatempi.

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Questi luoghi furono anche teatro di nascondiglio per i briganti, all’albore della nascita del Regno d’Italia, come il leggendario capo di essi, Domenico Tiburzi. Ma furono anche la salvezza per migliaia di viterbesi duranti i vari bombardamenti alleati dal luglio 1943 fino al giugno 1944, ed anche abitazione provvisoria per circa 600 cittadini che ebbero le case distrutte dalle bombe. Insomma una storia durata circa 3.000 anni e visitabile tutti i giorni dalle ore 10 alle 22.

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Ma una volta terminata la visita sotto terra occorre fare da ala all’ evento del passaggio della Macchina di Santa Rosa, la sera del 3 settembre. L’imponente e pesantissima costruzione, rinnovata ogni 4 anni, viene trasportata a spalla, per un percorso di 1.300 metri, da circa 130 “facchini” e tirata e sorretta da una trentina di uomini con corde laterali per impedire che si inclini troppo nel lungo percorso da Porta Romana fino al Santuario della Santa.

Consigliamo vivamente di godersi queste due peculiarità di Viterbo. Una visita deliziosa per ammirare le attrattive offerte in questo periodo e mangiare dell’ottime pietanze in una delle trattorie della città.

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