Si infittisce il mistero del mercantile Enrica Lexie

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Nella notte di mercoledì, nel golfo del Bengala, due marò della marina militare imbarcati sulla nave mercantile Enrica Lexie avrebbero sparato su un peschereccio uccidendone i due passeggeri indiani. Li avrebbero scambiati per pirati, i cui attacchi sono frequenti nella regione.

Le dinamiche della vicenda non sono ancora state chiarite e le versioni dei presunti “omicidi” e della polizia indiana divergono in diversi punti chiave. Il ministro della Giustizia Paola Severino ha espresso la sua preoccupazione in quanto sembra che i rapporti fra Italia e India stiano degenerando in uno scontro politico e di giurisdizioni: “Abbiamo trattato tutta la notte – ha spiegato – e abbiamo in India delle persone inviate dai Ministeri degli Esteri, Giustizia e Difesa. Abbiamo comunque un’idea molto precisa: il fatto è avvenuto in acque internazionali, su una nave che batte bandiera italiana, quindi la giurisdizione è italiana”.

I militari italiani, che sembra abbiano deciso di abbandonare la nave per rispondere alle domande delle autorità indiane come “gesto di cortesia”, parlano di venti colpi complessivi in raffiche di avvertimento, delle quali nessuna ha centrato il natante, a 33 miglia dalla costa. La polizia indiana invece sostiene che l’imbarcazione sarebbe stata investita da sessanta colpi a 22 miglia dalla costa, ma i danni che avrebbe subito non le avrebbero permesso di raggiungere il porto.

Le autorità indiane rifiutano al momento di mostrare il corpo dei due pescatori uccisi, così come di far eseguire l’autopsia, rendendo quindi impossibile accertare le cause del decesso.

Matteo Testa

Foto:aurorasito.files.wordpress.com

 

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