
Nell’epoca del consumismo siamo attratti da mode fugaci e passeggere. Se fino a pochi decenni fa gli indumenti del fratello maggiore venivano ereditati più volte da quelli minori, oggi il mondo scorre così in fretta che anche i vestiti subiscono la nostra propensione all’usa e getta. Ad ogni stagione parte la corsa frenetica all’acquisto delle ultime tendenze, già vecchie l’anno successivo.
Ciò che a noi sembra ormai inutile però può ancora avere una vita. Di questo si occupa Humana, l’Onlus attiva in Italia e in altri 41 paesi che promuove progetti di cooperazione internazionale a beneficio del Sud del Mondo. Avete presente i bidoni gialli che si trovano nelle vie di molte città? Ogni anno, da ogni singolo contenitore, vengono raccolti circa 5mila chili di abiti. Pensate che nel 2010 Humana ha inviato in Africa 1.242.912 chili di indumenti estivi, con cui è stato possibile vestire 500mila persone.
Gli abiti riciclati hanno impieghi molteplici. I vestiti estivi vengono rivenduti a basso prezzo alle associazioni locali che operano in Angola, India, Mozambico, Zambia, Guinea Bissau, Malawi e Brasile. Ciò stimola l’attivazione di un circuito economico e la creazione di posti di lavoro. I capi vintage degli anni ’70, ’80 e ’90 vengono invece distribuiti in Europa, nei negozi di indumenti usati dove gli appassionati del genere amano trascorrere ore e ore per creare il proprio stile. E così facendo finanziano le attività dell’associazione. Attività che sono svariate. Progetti di alfabetizzazione e istruzione. Campagne di sensibilizzazione per la prevenzione di malattie come AIDS e malaria. Sviluppo rurale, accesso all’acqua e sicurezza alimentare. La piccola imprenditoria locale, in particolare quella agricola, viene incentivata da corsi di formazione professionale, alla fornitura di semi, attrezzi e appezzamenti di terreno all’interno dei cosiddetti Farmers Club. Aima, una contadina del Mozambico, nel 2010 è riuscita a guadagnare 2.560 euro grazie al terreno di 1.5 ettari dove coltiva cavolo cinese, pomodori, lattuga, carote, peperoni e fagioli e dove prepara pesticidi biologici e compost. Così ha potuto sfamare, curare e assicurare un’istruzione a ciascuno dei suoi figli.
Humana ci insegna che riciclo e volontariato sono spesso due temi che vanno di pari passo. Un piccolo gesto e tutti noi possiamo esserne attori attivi. Con un beneficio notevole per le nostre stesse tasche e per la nostra salute. I chili in meno di vestiti da smaltire hanno infatti permesso nel 2010 ai Comuni convenzionati di risparmiare almeno 2,3 milioni di euro. Ogni chilo raccolto ha permesso di ridurre l’emissione di circa 3,6 chili di CO2 e l’utilizzo di 6.000 litri di acqua in meno.
di Eleonora Alice Fornara

“Giovedì 22 settembre si è tenuto l’evento organizzato da Humana People to People Day – Food for All. L’evento è andato in scena contemporaneamente in venti paesi europei allo scopo di promuovere l’attività di Humana”.
foto: Alessandrianews.it

