Silvio Berlusconi non è più senatore della Repubblica. Ieri pomeriggio Palazzo Madama ha deciso per la decadenza dalla carica del leader di Forza Italia, decisione presa in seguito alla sentenza definitiva di condanna per frode fiscale nel caso Mediaset.
La Legge Severino infatti prescrive per situazioni di questo tipo la sopravvenuta incandidabilità del parlamentare, sulla quale però deve giudicare la Camera di appartenenza , come previsto dalla Costituzione.
E questo ha fatto nel pomeriggio di oggi il Senato “essendo stati respinti tutti gli ordini del giorno presentati in difformità dalla relazione della Giunta per le Immunità che proponeva di non convalidare l’elezione di Berlusconi” – dichiara il presidente del Senato Aldo Grasso – “la relazione della Giunta deve intendersi approvata”.
E’ bastato – in buona sostanza – non approvare gli ordini del giorno di coloro che si opponevano alla decadenza. E’ stato così lasciato un seggio vacante, subito occupato dalla convalida dell’elezione del primo dei non eletti del Pdl in Molise, Ulisse di Giacomo.
La notizia viene subito ripresa e posta in risalto dai principali quotidiani online. Il Corriere e Repubblica scelgono di titolare la notizia con un “Berlusconi è fuori dal Parlamento”, completando il quadro con due immagini che ritraggono un Cavaliere mesto. Di tono decisamente diverso è il commento del Giornale, che parla di “scempio della democrazia” e definisce la giornata di oggi “un giorno di lutto”.
Anche il Fatto Quotidiano si lascia andare, ma con un titolo di carattere opposto. Il giornale di Antonio Padellaro opta infatti per un “espulso il pregiudicato” che vuole porre l’accento sulla condizione giuridica dello stesso Berlusconi.
Interessante anche il grande rilievo dato alla questione dai mezzi di informazione esteri. L’homepage dell’inglese BBC parla di un “Berlusconi espulso dal Parlamento”, di eguale tenore è quella di Le Figaro – il quotidiano francese – “il Senato italiano espelle Silvio Berlusconi” e del Guardian. Intanto il New York Times fino a tarda serata presenta la notizia con un articolo corredato di foto posta proprio al centro del proprio sito.
Tutta questa attenzione dovrebbe far presagire che ci troviamo di fronte ad un possibile momento di svolta della vita della Seconda Repubblica, del quale uno tra gli indiscussi protagonisti (se non il maggior protagonista) è stato appena dichiarato incandidabile. La conseguenza potrebbe essere un improvviso calo di influenza della figura di Berlusconi – cosa che egli comunque esclude – e ciò potrebbe portare ad un decisivo cambiamento degli equilibri fra le forze politiche, le cui posizioni spesso si sono definite sulla base della loro collocazione “berlusconiana” o “anti-berlusconiana”.
di Lorenzo C. Masucci
foto: elpais.com

