Grandi Opere ambientali, cosa si fa a Bologna, Milano e Roma

grandi opere

Grandi Opere. Il turista che giunge a Bologna viene spesso accompagnato all’affaccio della celebre “finestrella di via Piella”. Di lì è possibile ammirare il torrente Aposa incorniciato da architetture d’altri tempi. A quel punto il Cicerone bolognese di turno non può che ricordare che “Bologna un tempo era come Venezia” piena di passeggiate fluviali. Il fiume in questione era il Reno (non quello tedesco-olandese), che poi fu interrato nel 1956.

Ebbene recentemente sono stati riportate alla luce circa 400 metri di fiume costellati di alberature e aiuole. Accanto a esso vi sono due percorsi pedonali. Con una passerella che permette di proseguire la passeggiata verso l’altra sponda. L’area sul retro della chiesa è stata trasformata in una piazzetta pedonale con nuove alberature e cespugli. Attrezzata con panchine e rastrelliere per le biciclette, costituisce un punto di osservazione verso il nuovo canale. Dopo anni di proteste ridicole oggi a Bologna sono tutti impazziti per la nuova Via Riva Reno. Una delle grandi opere fluviali delle città italiane.

Grandi Opere a Milano, la riapertura dei Navigli

A Milano, invece, si progettano opere ancora più grandi. Si mira alla riapertura totale dei Navigli. Il suo percorso cittadino fu interrato tra il 1929 e i primi anni ’60. Alcuni studi elaborati dal Politecnico milanese tra il 2008 e il 2010, però avrebbero dimostrato la fattibilità dell’opera dal punto di vista tecnico. Ciò sarebbe funzionale a un obiettivo di riqualificazione ambientale della città e della mobilità urbana. Al capoluogo lombardo verrebbe restituito il valore tradizionale di “città d’acqua”.

La nuova infrastruttura complessiva, andrà dal Lago Maggiore e dal Lago di Como al Po. La sua realizzazione riattiva il grande sistema idroviario milanese e lombardo, in parte ancora esistente. Misurerà circa 70 Km., ripristinando la funzione di trasporto, soprattutto a scopo turistico. Sarà anche una straordinaria opportunità di investimento. Per la realizzazione di nuove attività e di nuove funzioni. Lungo di essi, in un paesaggio di rara bellezza, si potrà sviluppare una pista ciclabile tra le più estese d’Europa.

Grandi Opere milanesi: caratteristiche del progetto

Il percorso cittadino, invece, sarà lungo circa 8 chilometri e mezzo. Avrà 25 ponti, dalla Cassina de’ Pom, dove il Naviglio Martesana si infossa sotto via Melchiorre Gioia, fino alla Darsena. Percorrerà quindi tutta Via Melchiorre Gioia, poi via San Marco e quindi la cerchia interna e poi la conca dei Navigli. I Navigli saranno riaperti seguendo il senso dell’acqua, che entra in Milano provenendo dall’Adda e dall’attuale Naviglio Martesana.

L’attuale Cerchia dei Navigli potrà essere riservata al traffico dei soli residenti e al passaggio dei mezzi pubblici di superficie. Il traffico che attualmente usa la Cerchia come circolare interna, infatti, potrà essere facilmente spostato. Sarà trasferito sulla Cerchia dei Bastioni delle Mura Spagnole. Lo aveva peraltro già previsto il Comune di Milano in sede di pianificazione per gli anni 2003-2006. Gran parte del corso del futuro Naviglio correrà sopra la nuova Linea M4 del metrò. Inoltre, sovrappasserà senza problemi la M1 e M3.

La riapertura solleciterà la formazione di nuove zone pedonali. Integrate alle esistenti, esse comporranno la trama di reti di mobilità alternative all’automobile. Il servizio di trasporto turistico in battello lungo i Navigli rappresenterà un’integrazione dell’offerta di mobilità. Il preventivo complessivo delle opere di architettura e ingegneria per la realizzazione del progetto è stimato tra 120 e 150 milioni di euro. Meno del costo di 3 chilometri di metropolitana. L’opera potrà essere realizzata da risorse private che si affiancheranno a quelle pubbliche.

E a Roma?

Anche a Roma si è pensato a riportare in vita la sua antica vocazione fluviale, riqualificando talune sponde del Tevere. Nell’ultimo anno, infatti, sono sorti cinque “Parchi d’affaccio” fluviali. In essi si può passeggiare scoprendone la biodiversità, lontano dal caos cittadino. Costeggiando il Tevere, è oggi possibile rilassarsi tra ampi vialetti e suggestive terrazze panoramiche. Trattasi di un habitat naturale unico al mondo immerso nel verde. Vi si può fermare a contemplare la natura su una panchina o fare una pedalata rigenerante.

I cinque “Parchi d’affaccio” sono: l’Oasi naturalistica Lungotevere delle Navi e L’Oasi di Ponte Milvio. Inoltre, i Parchi d’affaccio dei Prati di Acqua Acetosa, quello di Ostia Antica e quello del Foro Italico. Sono stati tutti aperti tra il 21 marzo e il 18 giugno 2025, in coincidenza con l’Anno Santo. Certo, per riqualificare il Tevere e tornare ai tempi di “Poveri ma belli” e dei “Bagni dal Ciriola”, sarebbe indispensabile che il Tevere torni balneabile.

Il problema non sono gli scarichi urbani, che ormai hanno esito completamente nei 4 depuratori cittadini. Il problema sono gli scarichi industriali della Valle dell’Aniene che poi confluiscono nel Tevere. Il sindaco Gualtieri, tuttavia, ha espresso la volontà di rendere il Tevere balneabile entro cinque anni. Le lobby, naturalmente, hanno subito cominciato a “sparare a zero”. Il suggerimento di chi scrive, però, è il seguente: non date mai retta ai cialtroni che protestano contro le trasformazioni, contro le novità e contro l’avverarsi dei vostri sogni!

Foto di Francesco Sciolti da Pixabay

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