Ford e Jamal: inseguimenti e wi-fi

Ford non è un nome così comune. 

Per quanto ne sa lui era stato il padre a volerlo, aveva a che vedere certamente con le auto americane o forse con uno dei presidenti. Non ne era sicuro.  Scappato di casa prima di quel periodo della vita in cui certe domande, come – chi sono? –  trovano una risposta che le mette in salvo , oggi ha solo metà dell’ equazione, l’altra smarrita nel curvo orizzonte miope del suo presente.
Ford è arrivato da poche ore in città e il primo nome che sente è -Jamaaaaal!- urlato dalla anziana signora a cui lui ha appena sottratto la borsa.
Jamal deve essere il giovane snello che ha appena interrotto la conversazione con un tale e che gli ficca due occhi feroci addosso.
Scappare, più velocemente possibile.
Ford è stato un discreto atleta al liceo, quando i suoi coetanei andavano al liceo, e corre con eleganza. Con l’eleganza di un disperato con una borsetta in mano, si intende.
Jamal però non molla: forse va ancora al liceo , immagina Ford, e forse è un discreto atleta…
Ford perde terreno, potrebbe abbandonare la borsetta ma non vuole, non questa volta.
Una mossa disperata, vede il semaforo del grande incrocio, rallenterà giusto quel poco che serve a trovarselo rosso quando ci arriverà, poi si lancerà in mezzo alle 4 corsie costringendo Jamal a decidere se rischiare la vita per gli averi di nonna.
Un ghigno sul volto, è un buon piano.
E’ il momento della verità, la coda dell’occhio, Jamal a un passo da lui,  dannazione!, vai e non guardare le auto, vai!
Si lancia sulla carreggiata ma non resiste e per un istante soltanto guarda a sinistra , bianco, la figura di un enorme camion bianco occupa tutta la sua visuale, è a pochi centimetri – è finita – pensa , chiude gli occhi e compie un ultimo passo, si blocca.
Non sente i clacson, nessuna frenata, il colpo è debole, lo atterra ma si sarebbe aspettato di peggio…apre gli occhi, è Jamal che lo ha colpito e bloccato…e il camion?
Tutti i veicoli fermi… non capisce…
Pochi minuti dopo è a bordo di un ‘ autopattuglia  e racconta l’accaduto all’agente – E che ci sarebbe di strano? Ragazzo, mi sa che sei stato dentro per troppo tempo, ecco , ora gli smartphone parlano con le auto e gli fanno sapere che stai per sbucargli davanti, così non ti stirano, capito? –
Segno di no con la testa
– Beh ragazzo, avrai tempo per pensarci su –
Siamo qualche anno nel futuro, ma General Motor sta già oggi conducendo esperimenti nel campo della comunicazione real time tra autovettura e altri soggetti:  per esempio un cantiere stradale può segnalare la propria presenza all’ automobile , un’auto in panne in galleria avvisa quella che sopraggiunge e via dicendo.
Nel caso specifico Jamal aveva in tasca uno smartphone dotato di tecnologia Wi-Fi Direct che avrebbe comunicato i suoi dati di posizione alle auto e sapeva che queste si sarebbero fermate prima di investirlo (e prima di investire Ford, che era a un metro da lui).
Come spesso diciamo in queste pagine, la prevenzione è la miglior soluzione, più che occuparci delle conseguenze degli impatti, avremo, forse , strumenti per evitarli.
di Luca Munaretto

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