
Il ministro Pubblica amministrazione,a un anno dalla sua riforma rende noto che il personale è diminuito di circa 72mila occupati, scendendo a 3,5 milioni di unità. In virtù delle misure in materia di blocco dell’avvicendamento, contratti di lavoro flessibile e collocamento a riposo, globalmente tra il 2008 e il 2013, si stima una riduzione dell’occupazione nel pubblico impiego di oltre 300mila unità (-8,4%)». Durante il convegno “Una riforma per la crescita”, disposto nella capitale dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione, Brunetta ha chiarito la cooperazione della nuova Pa (Pubblica Amministrazione), all’azione del governo. “In questi due anni e mezzo, riferisce, l’esecutivo ha posto al centro della propria attività programmatica la necessità di ridurre il deficit e il debito pubblico e aumentare i tassi di crescita del paese. si tratta di due finalità non separabili perché sono l’una la condizione dell’altra”. In tale contesto, prosegue, “la riforma della Pa ha un ruolo centrale visto che il contributo della pubblica amministrazione alle manovre di correzione dei conti pubblici (dal dl 112/2008 al dl 78/2010) è pari a circa 62 miliardi di euro nel periodo 2008-2013. Questo equivale a oltre il 4 per cento della spesa annuale per personale e consumi intermedi”. E conclude parlando di “contributo di riduzione necessario della spesa pubblica, tanto più importante perché per raggiungerlo non si sono tagliati i servizi e le attività; ma con grande responsabilità si é riusciti ad aumentare la produttività e l’efficienza della Pa senza diminuire la quantità dei servizi erogati dallo stato, che anzi sono stati incrementati”
di Redazione
Foto: www.cinetivu.com

