
Un altro colpo di scena nella vicenda relativa all’omicidio Sarah Scazzi: Michele Misseri, in carcere per aver commesso il reato, secondo i magistrati forse addirittura dormiva mentre la nipote veniva uccisa. A fronte di intercettazioni ambientali, sembra proprio essere questa la pista lungo la quale cercare conferme secondo gli inquirenti. Lo zio della giovane, avrebbe dunque solo avuto il ruolo di complice nell’occultamento del cadavere. E a testimoniare che a quell’ora lo stesso dormiva il suo più caro amico, Cosimo. L’uomo che vive a pochi metri da casa Misseri e conosce bene le abitudini dell’imputato, avrebbe detto che ogni pomeriggio, Misseri dormiva in genere dalle 14 alle 17, poiché la mattina era solito alzarsi alle 3.30, 4.00 per andare a lavorare nei campi. La frequenza tra i due amici è sempre stata assidua, fino al giorno in cui Misseri ha finto di rinvenire il cellulare di Sarah. Prima di allora, i tabulati telefonici confermano che i due erano in contatto, e che si erano parlati al telefono anche la sera stessa della scomparsa della ragazza. Stranamente a chiamare era stato Michele, che di norma il cellulare lo usava solo per ricevere chiamate; ma proprio da quel momento Cosimo aveva voluto interrompere i rapporti con l’amico, perché come riferito ai magistrati: “dopo la storia del telefonino mi sono spaventato e ho pensato che lui avesse qualcosa a che fare con la scomparsa di Sarah” . Ad avvalorare la tesi dello zio complice, e non con ruolo attivo nell’omicidio, lo stesso legale Daniele Galoppa: “il mio assistito è molto più lineare quando descrive le fasi dell’occultamento del cadavere che non quando racconta dell’omicidio”. Ora, solo Sabrina sembra essere rimasta la protagonista dell’orribile vicenda.
di Redazione
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