Omicidio Sarah Scazzi: la zia interrogata difende la figlia Sabrina

Cosima, madre e moglie di Sabrina e Michele Misseri, entrambe in carcere, interrogata come persona informata dei fatti, è stata ascoltata al lungo dagli inquirenti. Ha difeso con grinta la figlia; ma ha mostrato di essere piuttosto confusa, circa la ricostruzione relativa agli sms tra Sabrina e Sarah, e ancora tra Sabrina e l’amica Mariangela. Tuttavia la stessa donna non ha dato  importanza ai dettagli spesso non corrispondenti al dispiegarsi dell’evento e ha dichiarato: “allora mi sarò sbagliata, non è che posso ricordarmi gli orari degli sms”. Tutto il suo resoconto è riportato con l’energia e la schiettezza di una persona semplice: “E quante volte glielo devo dire? Io ho lavorato ai pomodori, poi sono tornata a casa, saranno state le 13,30. Ho mangiato qualcosa e sono andata a riposare. Con Sabrina. Che era a letto con me quando è arrivato l’sms di Mariangela che diceva che sarebbe venuta per andare al mare. Saranno state le 14,10-14,15. E allora Sabrina si è alzata e ha detto: devo avvisare a Sarah. Adesso voi dite che non torna? Che Sabrina prima ha mandato un messaggio a Sarah e poi a Mariangela? E che ne so, mica sto nel telefonino, ma siete sicuri che sto telefonino è buono?” E Cosima, donna pratica e di cultura rurale, continua a rispondere e a dire la sua senza recepire a volte il valore che i pm danno ad alcuni dei frangenti che si sono succeduti nel giorno della scomparsa di Sarah.  “Una cosa è sicura, che se loro fossero stati complici avrebbero dovuto controllare tutto, mettersi d’accordo, sul telefonino pure. E invece non è successo, no?”.

di Redazione

Foto: www.corsera.it

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