Neuroscienze e nanotecnologie (3)

220px-Types_of_Carbon_NanotubesIl progetto BRAIN, che è l’acronimo di Brain Research through Advancing Innovative Neurotechnologies ( Ricerca sul cervello attraverso Neurotecnologie avanzate innovative), per la ricerca sul cervello è stato lanciato dal Presidente degli U.S.A. Obama nell’aprile 2013 con un finanziamento di ben 100 milioni di dollari.
A questo punto i laboratori hanno accelerato le loro ricerche per potersi inserire nel promettente campo di ricerca delle Neuroscienze. Cosi è stato portato avanti questo studio che ha visto la “nascita”di Microscopici arpioni di nanocarbonio che intercettano le “chat” cioè le chiacchiere, la comunicazione tra neuroni. Cerchiamo di spiegare meglio.
In un recente articolo, pubblicato sulla rivista PLos One (Giugno 2013) da un gruppo di biochimici ed informatici della Duke University, si descrive il funzionamento di una sottile sonda di Nanotubi di Carbonio in grado di misurare piccoli cambiamenti elettrici all’interno di un neurone. I nanotubi di Carbonio hanno molte proprietà adatte per gestire i segnali neurologici: sono resistenti, sono compatibili con i tessuti del corpo e conducono bene l’elettricità.
Le sonde sono lunghe circa un millimetro e si prestano meglio a monitorare l’attività elettrica con maggior precisione rispetto alle apparecchiature tipiche con elettrodi di vetro o metallici. La loro configurazione è simile a quella di una piccola lancia in grado di sondare l’attività interna di un singolo neurone, dando ai ricercatori una visione più precisa di come i neuroni rispondono a segnali che arrivano dalle cellule vicine.
Le lance neurali sono larghe da 5 ai 10 micron (un micrometro equivale a 1000 nanometri. Il nanometro è un’unità di misura di lunghezza, corrispondente ad un milionesimo di millimetro) e possono perforare una cellula per misurare i cambiamenti elettrici associati alla segnalazione neuronale. Il team della Duke è stato in grado di rilevare piccole variazioni dell’attività elettrica nei cambiamenti cellulari corrispondenti ai segnali di ingresso che il neurone stava ricevendo da altri neuroni.
Un neurone corticale può mediamente ricevere segnali da 10.000 altri neuroni. Individualmente ogni neurone genera segnali molto piccoli ma quando un neurone si attiva, raccoglie e calcola l’insieme dei segnali Quindi , riuscendo a guardare all’interno della cellula e a misurare le differenze di tensione si ottiene l’accesso a tutta la “rete” che parla con quella cellula.
Un universo elettro-chimico affascinante. ( 3- segue)

Dr. Gherardo Tosi
Psicologo Psicoterapeuta
Roma

E. mail: tosighe@libero.it

Foto: it.wikipedia.org

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com