
Nella cultura politica italiana si è perduta ogni distinzione fra elezioni nazional ed elezioni locali. Quale che sia il livello della consultazione popolare il responso viene interpretato come un consenso o una riprovazione alla coalizione di governo, quasi che la ripartizione costituzionale della struttura amministrativa fra Regioni, Province e Comuni non abbia nessuna specifica funzione.
Propaganda fuori tema
Recentemente si sono tenute le elezioni regionali in Calabria, Toscana e Marche. Nella battaglia propagandistica fra gli opposti schieramenti si è parlato di grandi temi di geo-politica: si è parlato del peso dell’Italia nel consesso europeo; si è parlato di Gaza, di guerra in Ucraina, di Trump.
Agli elettori di Cosenza e di Reggio Calabria, che hanno secolari problemi di carenza idrica e di instabilità del territorio, nonché di una terrificante disoccupazione giovanile, si è ventilato il pericolo d’una aggressione Russa o di una straripante supremazia economica della Cina. Siamo ad un assurdo che rasenta la comicità.
Se a Petralia Sottana, supponendo che si dovesse rinnovare il Consiglio o eleggere un sindaco dimissionario, vincesse il commendator Cacace con il suo seguito, tutti di estrazione sinistrorsa, i giornali del martedì darebbero spazio all’evento con titoli del genere:
“SFIDA ALLA MELONI” oppure “RISORGE L’OPPOSIZIONE”.
Ci si dimentica che la nostra mai abbastanza lodata Costituzione ha voluto tener distinti l’interesse globale del paese dalle più delimitate esigenze degli enti territoriali.
Si occupino il governo e il parlamento delle sorti della Nazione, mentre regioni e Comuni devono affrontare temi quali il funzionamento degli ospedali, la viabilità, l’edilizia e la salute del territorio.
La saggezza del Belli
Come diceva Gioacchino Belli: “un bon governo, fij, non è di quelli che vi abbottano le orecchie. Er vino a bon mercato, il pane grosso, li pesi giusti, le pigioni basse, bona la roba che portamo addosso, ecco cosa ha da fa un governo bono”.
Sembra un qualunquismo ante litteram, ma è invece un invito al realismo e alla concretezza.


