
Il luogo scelto per la nostra proposta mensile di turismo, in una zona fuori dai soliti circuiti turistici, questa volta ci porta a visitare un sito con un passato importante (presenza di popolazioni etrusche) adattato e plasmato poi in un agriturismo molto speciale, seppure rispettando al massimo l’antico sito: il Borgo di Tragliata, a due passi dalla capitale.
All’ingresso della zona si trovano degli antichi casali, sapientemente restaurati, dislocati sotto e sopra uno sperone tufaceo con grotte ed vecchi sentieri, con affacci panoramici sulla campagna circostante, ed una chiesa del 1700 con annesso oratorio. E poi vialetti lastricati di blocchetti di tufo, pozzi, panchine, romantici chioschi in legno profumati da fiori ed essenze pregiate.
Sembra di vivere in un antico paese, dove il tempo si è fermato e nel silenzio rotto solo dal canto degli uccelli, si ode lo scricchiolio di una banderuola sul tetto di una casa o il cigolio di una porta che si apre. Dai comignoli si percepisce l’odore di legna bruciata mentre fuoriesce da una cucina il profumo invitante di una brace con le carni che si stanno cuocendo.
E tra fontanili, prati verdi, seppure in autunno, vialetti in ghiaia, ben incastonati nella storicità del posto, ecco apparire l’ingresso ai due ristoranti della zona o all’albergo diffuso, organizzato da questo B&B che non offre solo qualità del cibo, scrupolosamente biologico e a chilometri zero, ma un accoglienza sobria nelle sue decine di stanze sparse nei vari angoli del borgo.

Anche di sera il luogo è delizioso per l’illuminazione discreta, la tipologia dell’accoglienza, il prestigio e l’eleganza dei luoghi, scelti anche da numerose coppie di irlandesi che vengono dalla loro lontana isola per sposarsi nella chiesetta del Borgo e vivere in questa atmosfera da sogno. Ma vi è anche dell’altro che non riguarda solo l’aspetto turistico o storico.
Infatti il proprietario della struttura, l’architetto Andrea del Gallo con i suoi soci ed amici del sodalizio, ha creato un polo culturale adattando in un antico fienile una sorta di teatro dove in queste settimane è andata in scena, con grande successo di pubblico, la storia di questa periferia, dove hanno recitato gli stessi abitanti interpreti di se stessi e dei loro avi.
Si è trattato della trasposizione teatrale di un libro scritto da Monsignon Giovanni Di Michele, che ha voluto rendere omaggio a quei coraggiosi contadini che provenendo anche dal nord est dell’Italia intorno agli anni cinquanta, hanno trasformato i luoghi disabitati e malsani in fattorie o cooperative di lavoro di primaria importanza per la produzione di carni e formaggi.
Come arrivarci: provenendo dalla capitale occorre raggiungere la via Aurelia ed arrivare al km 28, subito dopo Torrimpietra. Qui prendere Via del Casale di Sant’Angelo in direzione di Bracciano. Arrivati in prossimità del km 9, al bivio girare a destra verso Tragliata – Testa di Lepre. Fatti duecento metri sulla destra vi è l’ingresso al Borgo con un enorme parcheggio gratuito.
Per ogni informazione contattare il numero 06 6687267
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