
Un libro che racconta tante storie che nell’insieme rappresentano un’unica grande avventura, quella della società contemporanea dove ciò che sembra scollegato è invece parte di una vita collettiva che rappresenta l’essenza di una città, o meglio di un rione nella metropoli. Gusti e tradizioni tipicamente italiani come il caffè del mattino, l’aperitivo “ricreativo”, tresche e corna tra i clienti, le battute spiritose da bar, i proclami ideologici, ammiccamenti e silenzi omertosi, i tifosi e gli affaristi.
Storie vere e fantasia dell’autore si mescolano e danno vita ad una realtà che ci coinvolge e ci affascina perché ci mostra anche quello che avevamo immaginato ma non osavamo pensare che fosse proprio così, sotto i nostri occhi.
Il Caffè dei Pini, non è solamente un bar di Roma ma è, nel contempo, un luogo simbolico che diventa espressione sociale e antropologica di un’umanità irrequieta che ha bisogno di osservare, dialogare e giudicare.
Il bancone diventa il punto d’innesco nella scena pubblica. Il rito quotidiano durante il quale ogni frase crea un sottinteso, ogni personaggio diventa una storia o una sceneggiatura teatrale nella quale s’ incontrano – e si scontrano – figure di varia estrazione, accomunate dal bisogno di manifestare la propria personalità o di nascondere timidezza e vulnerabilità. Uomini e donne si rincorrono, si spiano, si tradiscono, si perdono. Il politico dal passato ideologico estremista, il latin lover che si ritrova umiliato, il tifoso che la sa più di tutti, il barbone che filosofeggia sulla libertà, a volte con maggior lucidità di tanti “ben pensanti”.
Accanto al bar, secondo polo narrativo, il bed and breakfast del quartiere diventa il luogo delle conseguenze: spazio dell’intimità rubata, delle fughe, delle trasgressioni.
Non si salva nessuno. Né chi predica e vuole l’ordine, né chi invoca l’anarchia mascherata dalla libertà. Il manovale e il professore, il massone e il ladruncolo, la barista e il marito infedele, tutti, prima o poi, scivolano. E in quella scivolata – ora comica, ora amara – si rivelano uguali.
Nei vari capitoli l’autore mette il tutto sotto la luce dei riflettori, osserva e rielabora costruendo un’unica trama satirica: dalle voci alla realtà, dal sospetto al fatto, dalla chiacchiera alla rovina. Così il romanzo vive di una vita propria ed i personaggi, reali, diventano universali.
Il Caffè dei Pini è lo specchio delle debolezze contemporanee. Non vi è condanna o assoluzione. Con sottile ironia l’autore guarda da vicino l’essere umano e lo descrive con le sue pose, le sue derive, il suo bisogno disperato di attenzione, di amore o di evasione.
Tanti racconti che portano dritti verso un finale inatteso, ma inevitabile, in cui il tutto si rovescia e si ricompone, rivelando – forse troppo tardi – il disegno nascosto sotto la superficie.
Illustrazione di copertina a cura di Maupal
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