Tra musica e cinema. Intervista a Nicola Segatta dell’associazione Il Vagabondo

il vagabondo

Durante l’edizione del 2021 del Festival Settenovecento di Rovereto l’associazione culturale “Il Vagabondo” di Trento con la sua Piccola Orchestra Lumière ha portato un po’ di magia in città suonando dal vivo la colonna sonora di due film dei famosi interpreti del cinema muto Charlie Chaplin e Buster Keaton. La musica composta da Nicola Segatta, uno dei fondatori dell’associazione e dell’orchestra, ha allietato gli spettatori riportandoli indietro nel tempo con suoni ed effetti speciali.

Noi di InLinbertà lo abbiamo voluto intervistare per farci raccontare la storia e le numerose iniziative dell’associazione.

Grazie Nicola per aver accettato quest’intervista. La prima domanda parte da una semplice curiosità: perché la vostra associazione culturale si chiama “Il Vagabondo”?

Il nome della nostra associazione deriva dal film di Charlie Chaplin The Vagabond del 1916 ed è il primo film del quale ho scritto una colonna sonora. La prima proiezione del lungometraggio accompagnato dalla nostra musica si è svolta all’interno del festival Scirocco del Circolo del Cinema Effetto Notte e in tale contesto abbiamo dato origine anche al nome della nostra orchestra, ovvero La Piccola Orchestra Lumière, in onore dei fratelli Lumière. Fu l’inizio di una serie di eventi e concerti che ci videro impegnati in diversi settori: inizialmente ci incontravamo per organizzare progetti di vario tipo, comprese registrazioni di mie composizioni, ma avendo desiderio di portare avanti e far conoscere questa nuova realtà abbiamo fondato in contemporanea l’associazione al fine di usufruire appieno di fondi e bandi che ci avrebbero permesso di continuare a coltivare la nostra passione. Quindi si può dire che orchestra e associazione siano nate insieme, rappresentano la mente e il braccio delle nostre attività: l’associazione si occupa dell’organizzazione di eventi e festival, mentre l’orchestra suona in diverse occasioni.

Come associazione vi è un bellissimo festival che portiamo avanti dal 2013 chiamato Hai mai suonato un’opera d’arte?. Durante queste giornate il centro della città di Trento diventa un tripudio di colori grazie ai pianoforti decorati da artisti trentini e messi a disposizione di chiunque li voglia suonare. Per quest’edizione sono stati utilizzati 10 pianoforti in quanto quest’anno ricorre il 10° anno di attività della nostra associazione.

Sempre quest’estate inoltre abbiamo realizzato all’interno del festival una mini stagione nel quartiere progettato da Renzo Piano Le Albere ed intitolata Suoni delle Albere: sono state posizionate alcune sedie sdraio per il pubblico e sono stati organizzati concerti di canzoni d’autore con personaggi conosciuti nel mondo della musica quali Eugenio Cesaro degli Eugenio in Via di Gioia, Simona Severini, il Theremin Duo OoopopoiooO di Vincenzo Vasi e Valeria Sturba, il gruppo Neuroweddings di musica balcanica.

Un festival originale e davvero interessante, complimenti. Come orchestra invece cosa proponete?

Principalmente realizziamo spettacoli con colonne sonore di film del cinema muto e teatro musicale, concerti con musiche composte da me e grandi opere in versione da camera rielaborate dal nostro oboista e amministratore Francesco Lovecchio. La nostra orchestra è una realtà caleidoscopica, poiché variano i musicisti facenti parte del gruppo, ma allo stesso tempo telescopica, in quanto può capitare che la formazione venga ridotta o ampliata in base alle necessità. Sicuramente quello che conta è che ci tiene uniti un forte legame d’amicizia, di conseguenza condividiamo anche altre esperienze personali che vanno oltre gli eventi musicali.

Suoniamo in tante diverse occasioni e realtà, anche nelle più singolari e curiose come quella della Parad-Ice Orchestra, un’orchestra costituita da strumenti di ghiaccio dell’artista statunitense Tim Linhart; questi strumenti li facciamo risuonare all’interno di un igloo sul ghiacciaio della Presena a circa 2700 metri d’altitudine. Tale esperienza è nata grazie alla collaborazione con il celebre compositore e violoncellista Giovanni Sollima, mio caro amico da anni e con il quale abbiamo inciso diversi cd.

Siamo in quattro ad organizzare le numerose attività dell’associazione e dell’orchestra: oltre a me infatti vi sono il clarinettista e mente creativa di festival e comunicazione John Diamanti-Fox, l’oboista e stratega amministrativo Francesco Lovecchio e il direttore dell’orchestra, trombettista e addetto alla logistica e alla segreteria Andrea Aste. Noi rappresentiamo la parte organizzativa quindi ci occupiamo di raccogliere fondi, di portare avanti nuovi progetti e di organizzare il tutto a livello logistico.

Nella vostra formazione ho potuto notare la singolare figura del “rumorista”. Chi è e cosa fa esattamente?

Il rumorista si chiama Marco Oberosler, è un mio caro amico nonché testimone di nozze, così come lo sono stato io per lui. Non è un musicista in quanto lavora come cooperatore allo sviluppo ma abbiamo sempre condiviso la passione per il palcoscenico sin da quando eravamo bambini e presentavamo spettacoli di cabaret insieme. Ha imparato a fare il rumorista cercando e sperimentando i giusti suoni e rumori che si possano ben accostare al film di riferimento. È un autodidatta come me, non ho mai studiato composizione al Conservatorio ma ho preso lezioni di violoncello e pianoforte.

Da quanto tempo siete amici con Giovanni Sollima?

Con Giovanni siamo amici dal 2010. Ci siamo conosciuti tramite un amico in comune liutaio conosciuto a Cremona, città nella quale ho studiato liuteria. Questa persona ha fatto ascoltare la mia prima composizione a Giovanni il quale, rimasto colpito dal pezzo, mi ha voluto conoscere; così è nata la nostra amicizia che continua tuttora. Oltre ad essere un musicista talentuoso è una persona buona e generosa e riesce a trasmette una grande energia a chi gli sta intorno.

Le attività dell’Associazione vengono svolte da voi come lavoro principale o secondario?

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Non definirei l’associazione Il Vagabondo un’attività secondaria. È certamente un’attività che portiamo avanti per passione e per il bene della società: i festival che organizziamo e ai quali partecipiamo offrono una boccata d’aria alla città ed è così appagante realizzarli che non riusciamo a smettere. Ma posso dire con orgoglio che della passione siamo riusciti a farne un lavoro.

Anche accanto alla gestione dell’orchestra e dell’associazione viviamo tutti di musica. Diversi di noi collaborano con la Filarmonica di Trento, alcuni nell’ambito dell’amministrazione ed organizzazione, e sono insegnanti di musica. Io, oltre al lavoro di compositore, violoncellista ed organizzatore di eventi, ho un’attività da liutaio.

Dove si trova la vostra sede operativa?

La base dell’associazione è Trento ma tutti i musicisti coinvolti provengono da ogni parte d’Italia e non solo. John Diamanti-Fox è nato a Londra ed è per metà inglese e per metà italiano, Francesco Lovecchio viene dalla zona di Bari, Andrea Aste da Rovereto, inoltre abbiamo musicisti provenienti dal Veneto, dalla Sicilia e da altre regioni. La nostra è un’estrazione abbastanza nazionale ma tutti orbitano solitamente in Trentino, Lombardia e Veneto.

L’anno 2020 è stato un anno difficile per molti nel campo della musica. Come avete vissuto l’anno della pandemia?

Sicuramente possiamo affermare che è stato un anno in cui si è lavorato di meno in presenza ma allo stesso tempo è stato un anno soddisfacente; fortunatamente lo Stato ci ha fornito un minimo di aiuti economici e tale situazione ha permesso di continuare a star meglio psicologicamente e dato maggiore speranza. Proprio in quest’anno difficile abbiamo incredibilmente avuto grande visibilità in Italia e all’estero, con recensioni provenienti anche dal Giappone, grazie alla pubblicazione di due dischi in collaborazione con Giovanni Sollima (Concerto Bizantino e Ikone, etichetta Quadrivium [http://www.ilvagabondoproduzioni.it/project/cd/]). Abbiamo quindi cominciato a farci conoscere fuori vincendo anche importanti premi per la grafica delle copertine dei nostri cd.

Queste sono le situazioni che ci danno grande soddisfazione, pur senza un guadagno immediato ma sicuramente ne guadagniamo dal punto di vista personale.

L’anno 2021 sta procedendo bene e ne siamo felici. Sono dell’idea che non serva molto lamentarsi quindi proseguiamo come abbiamo sempre fatto, con passione ed ottimismo.

L’associazione Il Vagabondo e La Piccola Orchestra Lumière vi aspettano per i prossimi eventi futuri!

Durante il primo lockdown La Piccola Orchestra Lumière ha realizzato la colonna sonora di One Week, film di Buster Keaton, ognuno suonando a distanza nella propria abitazione. Colonna sonora di Nicola Segatta.

Sito web ufficiale dell’associazione: www.ilvagabondoproduzioni.it

Pagina Facebook: www.facebook.com/associazioneilvagabondo

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