Richiedere un menù vegetariano o vegano alla mensa scolastica è un diritto?

Ottenere un pasto vegetariano o vegano per i nostri figli che frequentano la mensa scolastica: fino a qualche anno fa era concepibile solo in vista di gravi intolleranze alimentari. Ma oggi, nella società multiculturale e multietnica in cui viviamo, ha ancora senso porre dei limiti? Nella maggior parte dei casi le nostre scelte alimentari non sono generate da problemi di salute, ma riguardano il nostro stile di vita, il nostro credo religioso e il nostro rapporto con la natura e l’ecosistema. Ecco perché sempre più famiglie chiedono che le mense scolastiche diventino più flessibili e accettino facilmente la richiesta di un menù diverso.

Soprattutto nelle grandi città la situazione si sta evolvendo rapidamente per quanto riguarda le richieste particolari dovute al credo religioso, nell’ottica dell’uguaglianza e dell’accettazione di chi proviene da famiglie straniere. Quando si tratta di approvare la richiesta di un pasto vegetariano o vegano, invece, le resistenze sono ancora prevalenti.

Ha fatto scalpore la notizia, di alcune settimane fa, che il Comune di Ferrara ha aggiunto una clausola al modulo per la richiesta di un menù specifico per via di motivi etici e religiosi. Tale clausola specifica che, firmando il modulo, i genitori si dichiarano comunque consapevoli che il menu convenzionale proposto è “alla base di un’alimentazione sana”. In altre parole, ammettono che escludendo alimenti come carne, pesce e latticini dall’alimentazione dei propri figli, potrebbero metterne a rischio la salute. L’episodio ha alimentato il dibattito da parte di chi sostiene che negare il diritto a scelte dietetiche personali vada contro la Costituzione, in quanto la scelta vegana o vegetariana dovrebbe essere considerata di pari valore rispetto a quelle dovute al credo religioso. I difensori del movimento incoraggiano dunque i genitori a pretendere che le loro richieste vengano pienamente adempiute come un diritto riconosciuto, e non, a discrezione di chi esamina la richiesta, come una gentile concessione.

La tematica è delicata, soprattutto perché coinvolge il bambino negli anni più importanti della sua formazione fisica e psicologica. Un’alimentazione bilanciata è fondamentale per assicurarne un buon stato di salute per tutta la vita. Ma tutt’ora i medici, e quindi l’Organizzazione Mondiale della Sanità, non hanno raggiunto un accordo su quale sia la scelta alimentare più equilibrata per la salute dell’uomo.  

Eleonora Alice Fornara

foto: promiseland.it

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