L’immortale luce di Caravaggio

Michelangelo Merisi, noto a tutti come Caravaggio, nella sua breve ed irrequieta vita (morì a soli 39 anni), accumulò fama, successi, donne, denunce e condanne ma, senza saperlo, si guadagnò anche l’immortalità che solo ai ‘grandi’ è riservata !
Quando il 18 Luglio del 1610. ben 416 anni fa, lasciò questa vita terrena a Porto Ercole, ancora gravato dalla pendente condanna alla decapitazione, l’Artista non immaginva certo quale enorme attenzione avrebbe suscitato la sua Arte.
La luce nelle sue tele è segno unico e distintivo, ma la descrizione della realtà, i modelli presi per le strade con tutto il loro carico di umanità, sono altre caratteristiche della sua genialità.
Era sicuramente un uomo che stava molto in anticipo rispetto ai suoi tempi.
Marco Tamburro rivisita Caravaggio

In questi giorni il pittore Marco Tamburro, perugino di nascita e romano di adozione, trasporta nella vita dei nostri giorni l’Arte Caravaggesca.
Nella splendida cornice di Palazzo Bonaparte a Piazza Venezia, dimora negli ultimi 16 anni della sua vita di Maria Letizia Ramolino, mamma di Napoleone Bonaparte, Tamburro presenta ‘Caravaggio Forever’.
Dal 16 Luglio al 23 Agosto, sarà possibile visitare gratuitamente la mostra dove sono esposti oltre 40 lavori dedicati a rivedere in chiave attuale le meraviglie di Caravaggio.
Lo sguardo di Caravaggio calato nei tempi moderni

E’ davvero singolare il modo in cui Tamburro racconta il complesso mondo dei nostri giorni, riutilizzando parte dei quadri del genio del passato.
Al fianco di ogni tela, una piccola immagine del quadro del Caravaggio a cui si è ispirato e alcuni cenni spiegano l’ambientazione del suo lavoro.
Non sono affatto copie di opere famose, non è questa l’intenzione di Tamburro, semmai c’è il tentativo di condividere lo sguardo di Caravaggio sulla nostra realtà quotidiana.
E’ incredibile vedere come alcuni dei più famosi capolavori del Merisi, possano riconciliarsi grazie alla mano di Tamburro con l’uomo dei nostri giorni, con le frenetiche città, l’inquietidutine delle periferie contemporanee, la fragilità di questo millennio, l’ansia e le delicate relazioni moderne.
Le tele a sfondo più dichiaratamente sacro, diventano così spunto per raccontare la distanza tra le guerre e la violenza che colorano di brutto questi anni e la amorosa dolcezza di una immagine sacra, simbolo di amore fraterno.
Le similitudini ed il contrasto tra i due autori

Da un punto di vista prettamente cromatico, alle ombre colpite da una luce superba che piove dall’alto, tipici dell’Arte Caravaggiesca, si contrappongono le tinte forti e decise del Tamburro.
Incredibilmente i due mondi si sfiorano ed incontrano, spesso sullo sfondo di una Roma profondamente amata da entrambi.


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