La settimana dei grandi ritorni e delle grandi new entry! Il fashion è alle stelle e i buyers di tutto il mondo sono incantati già dopo il secondo giorno della nostra fashion week. Grandi nomi hanno sfilato ieri durante il primo dei sei giorni di Milano Moda Donna per la collezione primavera estate 2014.
I cari Dean e Dan Caten propongono una donna spensierata: Dsquared2 infatti si rifà allo stile degli anni ‘50 ispirandosi ad Esther Williams, in quel periodo di forte economia europea e americana. Colori e forme sono della massima importanza, prima delle altezze, e disegnano una donna energica, ricca di vita che allo stesso tempo è raffinata e sempre di buone maniere, come i Caten comandano. Le gonne sono anche mini, gli abiti da cocktail come gli swimwears portati per il giorno trionfano di arancio, accostato al fucsia, al giallo, al blu e al nero. I bustier formano le classiche clessidre in voga nella metà del ‘900 e le gonne per la sera o per gli abiti da cocktail sono fino al ginocchio. Le giacche sono tagliate a trapezio. Ovviamente seta, raso, cavallino accessoriati di cappelli a paralume (in foto) e occhiali in tartaruga, sandali e borse ampie come la Vancouver. Non manca l’animalier.
Un altro duo che ha fatto clamore è sicuramente quello formato da Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi che disegnano per Fay, per la prima volta a Milano, una linea estiva che non abbandona la vena sportiva della sua donna, vestita urban. I colori non sfumano e sono compatti, spezzati tra loro in contrasto col bianco che vivacizza gli arancioni e i blu stessi. Una collezione adatta per chi vuole vestire «passepartout, in grado di assumere identità e funzioni differenti a seconda del l’accessorio complice che li accompagna».
E se fin’ora il giallo e il bianco erano solo accennati, li vediamo protagonisti e portavoce dello stile di Alberta Ferretti che urla alla vita e dona positività alla donna che lo indossa. Il pizzo sangallo e l’uncinetto sono il giusto inno all’Italia e le maxi gonne a righe e le tuniche leggere ci ricordano le tradizioni del sud. Gli abiti da sera invece sono unicolor fluidi lungo le silhouette, le camicette sono trasparenti e le gonne sono perlopiù a corolla in chiffon, organza e dettagli in passamaneria. Ballerine per essere comode e coralli non solo di cromie ma anche di pendenti.
Alessandro Dell’Acqua, invece, per N.21 propone per la prossima estate una donna «non glamour, ma sincera». I tagli infatti ricordano quelli maschili, dissacrati da gonne iperfemminili e svolazzanti. Minimal sono i cappotti ad iris e le bluse sopra gonne in PVC e sandali ultraflat. Miniabiti con scollo a cuore dai colori pastello invece danno nuova luce all’eleganza della donna che ama star comoda durante la bella stagione, impreziosita di Swarovski lungo le cosce. Tacchi con altezze mozzafiato.
Poi c’è la Frida Giannini for Gucci. «La mia collezione ha diversi dettagli che arrivano dal mondo dello sport, ma non è una collezione sportiva. Anzi, è molto sensuale, fresca, moderna, chic e che riesce a declinare tutti i canoni di Gucci – racconta – Gli abiti sono lunghi, quelli più corti sono a metà gamba, ma solo perché sono molto aperti ai lati e nudi sulla spalla, lasciando intravvedere un reggiseno di tulle incrociato come quelli usati nell’atletica. E ancora, ho voluto interrompere le superfici con grandi disegni del decorativismo orientale di Erté e dell’Art Nouveau per ottenere un effetto di disegno macro e non descrittivo che interrompesse le linee molto rigorose degli abiti». A partecipare a questa collezione chic, tra comunione di comodità, eleganza e animo sportivo, sono le Bamboo Bag. Seta per le camicie di voile, kimono con revers e inserti in pelle, bluse di rete.
Importante l’appuntamento alla Scala, concesso dall’amministrazione comunale. Ad essere portavoce di questa esperienza è Anna Wintour, Editor in Chief di Vogue US, che racconta ai lettori de IlSole24Ore dello stupore che ha graziato molti dei suoi colleghi presenti e che, come lei, sono rimasti colpiti dalla bellezza e dalla carica emotiva di quel posto. In rete però già c’è chi si lamenta del suo occhialino pece indossato anche nel sacro Teatro.
Raccontava stamane la sua esperienza con Milano Moda Donna, smentendo il fantomatico disprezzo per questa settimana della Moda ed assaporando anche in Italia un forte cambiamento, soprattutto verso il mondo dei giovani artisti.
Attualmente è a Milano non solo per la Fashion Week ma anche per la consegna di borse di studio per l’Accademia di Brera stanziate da Condè Nast America (casa editrice della famiglia Vogue in tutto il mondo) riguardanti cinque studenti per i cinque magazine più ambiti dal continente americano: Vogue, GQ, Vanity Fair, W e New Yorker.
di Mauro Stano
foto: media.zenfs.com

