
In quest’era altamente tecnologica, egoistica e volta soprattutto alla conquista della “materia”, ci imbattiamo quotidianamente in situazioni di maleducazione, di volgarità e di mancanza assoluta del senso civico. Si vive pensando principalmente a se stessi, si ignorano le regole e si annullano gli accordi. Le parole, una volta pesanti come pietre, sono solo polvere che il vento porta via. Appaiono come rarità quelle persone che rispettano il prossimo, che onorano i patti, che non passano avanti nella coda, che con l’auto non parcheggiano sui marciapiedi o davanti agli scivoli degli stessi. Si ignora l’esistenza di terze persone che, con una carrozzina da handicappato o un passeggino da neonato, su quei marciapiedi o attraverso quegli scivoli potrebbero e dovrebbero avere il diritto di passare senza difficoltà, senza ostacoli da evitare. Così come è diventata rarità la bell’usanza in uso su bus e tram nel passato: alzarsi e far sedere una persona più anziana di noi o una donna in stato di gravidanza. Oppure “perdere tempo” per aiutare un anziano ad attraversare la strada o “disturbarci” a portare la borsa della spesa alla vecchietta claudicante che incrociamo la mattina dopo il caffè. In conclusione, si sta perdendo il senso della vita. So di apparire retorico ma se soltanto una di queste considerazioni portasse ad un solo gesto di cortesia verso un’altra persona io ne sarei felice. Donare attimi, è poco ma fa germogliare i semi della civiltà.
Enzo Di Stasio
Foto: lucasappino.com

