Mattarellum, Porcellum, Iitalicum: il latinonorum della politica italiana

riforma-legge-elettorale-1-770x513Dall’incontro tra Renzi e Berlusconi è scaturita  una proposta di riforma elettorale  definita “l’italicum”.  Pochi sono a conoscenza dei complessi meccanismi che sottostanno ad un sistema elettorale, parole come “quorum, scorporo, premio di maggioranza, listini, liste civetta ecc. “ restano confuse. Si aspetta solo il risultato. 

Un piccolo salto indietro ci riporta alla Prima repubblica contrassegnata sostanzialmente da una situazione internazionale bloccata, la  “guerra fredda” e quindi i partiti più forti DC e PCI rappresentavano a livello italiano questa  situazione internazionale. C’era però  n pensiero politico, che per il bene del Paese, anche allora in grave crisi economica, si adoperava  per superare questa differenza obbligata, puntando al superamento dei  blocchi ideologici per arrivare ad una governabilità diversa. Anche allora si arrivò ad un progetto politico  definito  “Unità Nazionale” che per la prima volta portava il PCI nell’area del Governo. Eventi tragici come la morte di Moro chiusero velocemente questa esperienza.

Analizzando il voto di quegli anni si sosteneva che l’elettorato si schierava più verso un  obbligato “anti” che verso un convinto “pro” ai partiti di maggioranza. Rimasero famose le parole del grande Indro Montanelli che nel 1976 disse “turiamoci il naso e votiamo DC” a dimostrare che in fondo si votava il meno peggio più che votare il migliore.

Per anni si è andati avanti con maggioranze a percentuale, con una coalizione allora chiamata “Pentapartito” con formule di alchimia politica, come  “governo balneare” o “monocolore”. Il risultato era una continua minaccia di crisi di governo, facendo seguire spesso le minacce ai fatti.

Il crollo della Prima Repubblica fu dovuto più ad un meccanismo giudiziario “Mani Pulite” ampliato accuratamente dai mass media, qualcuno disse anche da “spinte internazionali”  che ad un reale e oggettivo cambiamento politico .

In questo contesto si decise  di cambiare il sistema di voto Da un proporzionale perfetto, si è passati ad un Sistema Maggioritario con quote proporzionali per il restante venticinque per cento dei voti. Il nuovo sistema ha eliminato i voti di preferenza, passando, dalla possibilità di esprimerne addirittura quattro nel vecchio sistema proporzionale ad uno solo nell’attuale sistema. Dopo il “Mattarellum” si è passati al sistema definito “Porcellum “con differenti modalità di conteggio, premi di maggioranza ecc.

Nel frattempo però si è sempre parlato della “riforma costituzionale” tesa a rendere il sistema politico italiano più adatto ad una realtà politica e sociale in evoluzione, riducendo non tanto il numero dei parlamentari, (sono più o meno quelli che hanno altri paesi a pari numero di abitanti) quanto per dare una differente funzionalità al sistema politico. Tanti progetti, ma nulla di concreto almeno fino ad ora.

Ma nel rapporto tra elettore e la politica  in tutti questi anni cosa è cambiato rispetto a prima?  Il rapporto è sicuramente peggiorato con un profondo astio verso un sistema che non da più risposte convincenti.  Si è rimasti ancorati ad un semplice viva o abbasso,  ad un mantra  “Berlusconi si, Berlusconi no”,  anche se nelle ultime elezioni è nato un movimento di protesta che vede nella politica l’origine di tutti i mali,  senza che però alle critiche seguano proposte serie e concrete. E’ facile criticare il difficile è proporre in maniera convincente.

Il punto sostanziale  è che i partiti, intesi come strumento della vita politica partecipata, hanno di fatto perso questo ruolo, per assumere quello di strutture organizzate  in comitati elettorali, che puntano esclusivamente alla rielezione di candidati “forti”, rappresentativi di gruppi di potere,  accrescendo di fatto il divario tra l’elettorato e il sistema politico.

Lo stesso slogan che afferma che “la politica deve ripartire dagli interessi dei cittadini “ ne è la prova.

Adesso siamo di fronte ad una proposta di riforma elettorale costituzionale, definita “Italicum” che quasi sicuramente dovrà passare tra infinite mediazioni, sperando che il contenuto sostanziale rimanga quello proposto.

Il punto rimane però un altro: la politica deve riprendere il ruolo di guida degli interessi del paese, considerando i nuovi scenari europei ed internazionali. Al contrario, latino per latino, ci piace citare un’altra frase storica: “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”, che può essere cosi parafrasata: Mentre Roma discute l’Italia affonda.

di Gianfranco Marullo

foto: radiocittafujiko.it 

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