Importante affermazione della squadra italiana IJKA di Karate in Bulgaria

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Dal 25 al 27 Luglio, a Burgas in Bulgaria, si è svolto il campionato europeo di karate, di Kata e Kumite, organizzato dall’associazione IJKA con a capo il Maestro Takato Utsumi.

La competizione è stata preceduta da un seminar di due giorni cui hanno partecipato oltre 400 partecipanti provenienti da oltre 15 paesi europei con presenze di atleti richiamati da questo evento anche da oltre Europa.

Il Maestro Utsumi, assistito dal Maestro Watanabe, ha dato prova, oltre che di straordinarie doti atletiche e di una scioltezza e flessibilità degne di un ginnasta, ha mostrato un karate shotokan evoluto, basato principalmente su movimenti rotatori del bacino e fondato su un’estrema rapidità di esecuzione delle tecniche. La sua precisione ed efficacia hanno sinceramente impressionato i presenti che pure, in molti casi, avevano certamente praticato con altri grandissimi maestri.

Il Maestro Utsumi, scelto come suo successore a capo della IJKA dal compianto Maestro Kato prima della sua scomparsa, ha confermato che la guida di questa organizzazione sarà salda e coesa per molti anni a venire; la sua età, le sue doti tecniche e fisiche, l’organizzazione che lo sostiene, ben radicata sia in Europa che in altri continenti, nonché il seguito che ha tra i propri affiliati in costante crescita, ne danno ampia sicurezza.

La rappresentativa italiana era composta da Arif Scaringella, reduce purtroppo da un grave infortunio che meno di un mese prima lo aveva costretto ad un intervento chirurgico, Luigi Titolo e Marco Bartolomei, anch’egli infortunato e impossibilitato a gareggiare nel kumite, diretta dal loro coach Changuiz Azadeh (nella foto di copertina i quattro atleti con al centro il Maestro Takato Utsumi).

Alla partenza da Roma, in considerazione della preparazione atletica non ottimale a causa degli infortuni occorsi, lo stesso Titolo ha subito un serio trauma in allenamento poco prima della gara, le aspettative non erano delle migliori. 

Ciò nonostante, grazie anche alla guida del loro allenatore gli atleti impegnati in sei differenti gare hanno riportato ben cinque medaglie finendo sul podio in quasi tutte le competizioni cui hanno partecipato anche a dispetto di un arbitraggio mai favorevole.

Arif Scaringella si è guadagnato due terzi posti nel Kumite, Marco Bartolomei una medaglia d’argento nel Kata, Luigi Titolo una medaglia di bronzo nel Kata e una d’argento nel Kumite.

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Nella foto sopra, Marco Bartolomei, a sinistra, con il Maestro Takato Utsumi

Arif, in particolare, pur con una placca di metallo in un braccio e a meno di tre settimane dall’intervento ha gareggiato in tre diverse categorie di combattimento riportando due terzi posti e perdendo nelle fasi eliminatorie della categoria open con l’atleta Rumeno, di circa 30 chilogrammi più pesante dell’italiano che ha combattuto con 58 chili di peso, risultato poi vincitore alla fine della gara.

Oltre alle vittorie ottenute, vanno quindi riconosciuti a questi atleti italiani la dedizione, l’impegno e soprattutto i sacrifici compiuti per essere comunque presenti e vincenti a questo campionato. 

Ancora una volta la squadra italiana si è distinta tra oltre 500 atleti partecipanti, confermando gli ottimi i risultati in precedenza ottenuti in diverse competizioni internazionali.

Tornati in Italia, ci sarà pochissimo tempo per riprendersi perché dal 6-17 settembre, la squadra italiana, fatta eccezione per Arif che dovrà proseguire la riabilitazione, ed altri 10 atleti accompagnati dai Maestri Changuiz Azadeh e Franco Caspani, ripartirà per il Giappone,.

Non sono previste gare ma bensì una serie di intensi allenamenti presso la JKA a Tokyo e con i maestri: Kasuya, Utsumi, Kanazawa e Kawasaki, presso i loro dojo tra Tokyo, Kamakura e Yokohama, un incontro unico ed entusiasmante tra il Karate italiano e quello dei grandi maestri giapponesi.


Il ricordo del Maestro Giuseppe Perlati 

I legami che si formano nel mondo del karate trascendono il tempo e lo spazio, di seguito la commossa testimonianza dell’allievo nei confronti del Maestro scomparso.

Una testimonianza intima e sentita che ci auguriamo aiuti meglio di tante parole o commenti tecnici a permeare questo mondo fatto di tradizioni, umiltà e rispetto.

“Iniziai a praticare karate in un dojo di provincia, satellite del mitico Musokan di Bologna, fondato dal Maestro Giuseppe Perlati, tra i pionieri del karate shotokan in Italia e uno dei primi allievi di Shirai Sensei.

Per noi “bolognesi” il Maestro, con la M maiuscola, era Lui, sebbene la Sua fama non sia mai stata limitata ai soli confini emiliani ed italiani.

Era da Lui che andavamo, quasi in peregrinaggio, ad allenarci in prossimità degli esami di passaggio di grado, nel Suo dojo di cinture nere dove entrare, per noi praticanti alle prime armi, incuteva rispetto e timore. 

Era sempre presente alle gare organizzate per noi allievi, principianti ed esperti, con lo sguardo attento a captare l’errore da correggere, la tecnica da migliorare, il momento da esaltare.

Il Maestro era una figura austera e rigorosa, che non lesinava rimproveri e critiche, ma che, alla fine dell’allenamento o della gara, aveva sempre una parola di incoraggiamento a perseverare e proseguire nella pratica della nostra arte marziale, con lo spirito proprio del karateka.

Il 1° agosto il Maestro ha abbandonato la pratica terrena della “via della mano vuota”, ma continua ad essere con noi, che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo ed apprezzarne le doti di artista marziale, comunicative e personali. Tutti noi continueremo a fare tesoro dei Suoi insegnamenti e del Suo esempio, dentro e fuori dal dojo.

 Arrivederci Maestro! OSS!

Luigi Titolo

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