Amy Winehouse: la madre Janis, racconta della sua bambina

amy-winehouse-1“Voglio che la gente ascoltando la mia voce dimentichi i problemi per 5 minuti”. E ci riesce benissimo, Amy winehouse. Perché quando ascolti una sua canzone, non riesci a pensare ad altro che a lei. Alla sua voce. Alla sua storia. Alla sua vita. Quella vita che lei stessa ha rovinato, che ha distrutto. Fino al punto di rinunciarci.

 A quasi due anni dalla sua morte, il 23 luglio ricorre l’anniversario, si continua a parlare di Amy Winehouse, perché lei è, adesso, immortale. Non sarà certo la morte a farcela dimenticare. Non succederà. E quando si avvicina il 23 luglio, si rivolge lo sguardo al cielo e si pensa se e dove sia lei. Si parla tanto della prematura scomparsa della cantante britannica, e pochi giorni fa lo ha fatto sua madre, riportando alla memoria una Amy figlia, fragile e debole.

“Non sono mai riuscita a vedere Amy come una persona adulta. Lei era una ragazza giovane che è esplosa nel mondo come un fuoco d’artificio e poi è stato come se dicesse: ‘Ok, ho finito, me ne vado’. Amy non sarebbe mai arrivata a 30 anni. Era sempre lì, aveva preso a calci la droga, ma so che si annoiava, era stufa di fare sempre gli stessi concerti e la stessa musica. Posso dire con certezza che Amy era annoiata dalla vita”.

Janis Winehouse, mamma di Amy , parla così della figlia, e non deve essere semplice per una madre raccontare della propria bambina in questi termini. Amy, descritta come un’anima fragile e annoiata, che, probabilmente, ha bruciato troppo in fretta le tappe. La signora Janis, farmacista in pensione e ammalata di sclerosi multipla, si lascia penetrare dal dubbio che se non fosse stata malata, magari qualcosa per la sua piccola Amy, sarebbe potuto essere diverso: “non so se sarei stata una madre diversa senza la sclerosi multipla. Forse avrei avuto più forza ed energia per lottare contro Amy”.

“Lottare contro Amy”. Una dichiarazione forte, per una madre. Generalmente le madri lottano con i figli, non contro. Ma la signora Winehouse conosceva bene i mostri di cui si nutriva la figlia e racconta anche dei suoi disturbi alimentari: “ogni sera masticava il suo pollo fritto preferito e poi lo sputava. Lo ha fatto fino a quando non è diventata un bastone sottile, sembrava la vittima di un campo di concentramento”.

Non sappiamo come sarebbe stata la vita di Amy Winehouse se la madre fosse stata sana, se lei non avesse cominciato a drogarsi e a bere, se non avesse sposato un uomo che faceva uso di droghe. Quello che possiamo dire con certezza è che adesso nessuno può, ancora, rovinare Amy. Né lei stessa, né gli altri. Ora Amy è eterna e la sua voce continuerà a portarci lontano, sino ad immaginare lei, felice e sana. Come avrebbe voluto vederla sua madre.

di Silvia Trupo

foto: Stair Voce

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