
Quello che si temeva sta accadendo: i Paesi occidentali, soprattutto quelli europei, sono intervenuti lanciando decine di missili su Tripoli e sulle truppe del colonnello Gheddafi sparse sul territorio. Dopo un vertice svoltosi a Parigi per decidere le modalità in cui agire contro il regime libico, alle 17:45 di ieri aerei francesi hanno iniziato a bombardare una zona entro un raggio di 150-100 km da Bengasi. A rivelarlo il Ministero della Difesa francese che ha parlato della distruzione di vari carri armati delle forze libiche fedeli a Gheddafi. Il presidente Sarkozy ha legittimato la sua decisione come la volontà di applicare la risoluzione ONU che esige un “cessate il fuoco” immediato e l’arresto delle violenze contro le popolazioni civili. In aiuto alle truppe francesi è giunta la marina americana presente nel Mediterraneo, come dichiarato da fonti del Pentagono alla Cnn. Risposta positiva anche dalla Gran Bretagna; il primo ministro David Cameron ha definito l’operazione necessaria, legale e giusta. L’Italia, per ora, mette a disposizione solo le basi militari, rivela pubblicamente il premier dopo la partecipazione al vertice di Parigi, ma è pronta ad intervenire attivamente se richiesto. Le basi militari messe a disposizione sono sette, ma la sede strategica sarà Napoli, dove verranno prese tutte le decisioni. Tuttavia, dopo le parole di Gheddafi “colpiremo navi e aerei civili nel Mediterraneo”, si temono ritorsioni sull’Italia. Anche se, per quanto riguarda la paura di bombardamenti nel nostro paese, sia il premier che il Ministro La Russa tranquillizzano i cittadini dicendo che le armi in dotazione della Libia non sono in grado di raggiungere l’Italia. La Russa ha, inoltre, interpretato il pensiero di molti cittadini italiani (?) dicendo che “non vogliamo consegnare le chiavi di casa nostra, anche ad amici, ma vogliamo essere partecipi anche per garanzie dei comportamenti che sarebbero comunque virtuosi, ma che vogliamo contribuire a determinare”. Diverso il parere del leader della Lega Nord, che teme che questo atteggiamento troppo avventato e aggressivo possa portare solo una perdita di petrolio e gas, mettendo ancora più in ginocchio un paese in forte crisi economica come stà succedendo in Italia. Il presidente della Repubblica si dichiara, invece, soddisfatto della mediazione definendo la scelta giusta perché l’Italia non può stare a guardare mentre un altro popolo combatte per la libertà. Oltre alla tensione sul fronte libico, l’Ue deve stare attenta ad un’altra potenza: la Russia che si è staccata dalla strategia adottata dai paesi europei mostrandosi contraria all’intervento e creando attrito. Assente al vertice l’Unione Africana che, probabilmente, lunedì affronterà il difficile compito di cercare una mediazione con Gheddafi ( rivela il giornale francese “Le Figaro”, legittimandone così la mancanza).
di Redazione
Foto: global-military.com

