Omicidio Sarah Scazzi: forse la cugina complice del delitto compiuto dal padre

Ieri Sabrina interrogata a lungo dagli inquirenti, dapprima come persona informata sui fatti, è stata poi indagata e successivamente condotta in carcere. La stessa si è infatti resa complice del padre omicida, nella fase di occultamento del cadavere della giovane cugina, quindi non avrebbe partecipato al delitto; ma ieri lo stato di fermo è subentrato dopo le nuove ammissioni di Michele Misseri durante i sopralluoghi compiuti con i carabinieri. Lo stesso avrebbe infatti asserito che la figlia Sabrina avrebbe trattenuto Sarah; mentre lui la uccideva. Secondo il racconto dello zio omicida, Sabrina Misseri che quel giorno aveva appuntamento con Sarah e un’amica per andare al mare, avrebbe indotto la cugina a scendere nella cantina, e li l’avrebbe trattenuta; mentre il padre, la soffocava. I legali di Sabrina Misseri sottolineano che non esistono riscontri oggettivi alle dichiarazioni del padre di quest’ultima. E proprio in virtù del fatto che la stessa non abbia ammesso alcuna partecipazione al delitto, il suo difensore avvocato Vito Russo, ha fatto richiesta per poter giungere al più presto ad un incidente probatorio, per stabilire nel confronto tra le parti, accusa e difesa, la versione più attendibile. Intanto  nelle prossime 48 ore la procura dovrà chiedere la convalida del fermo e l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare.

di Redazione

Foto: www.romagnaoggi.it

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