Tra musica e carità: Santiago de Masarnau

musica

La riscoperta discografica del compositore che introdusse il Romanticismo pianistico in Spagna prima di dedicare la sua vita agli ultimi

Santiago de Masarnau (1805–1882) rivela, fin dall’infanzia — segnata dalla perdita della madre quando aveva meno di tre anni — un talento straordinario. Nato a Madrid in una famiglia legata alla corte — il padre era un alto funzionario della Casa Reale —, a soli otto anni scrive una messa a quattro voci, eseguita dalla Cappella Reale; a dieci suona l’organo al monastero dell’El Escorial al cospetto del re Ferdinando VII, eseguendo valzer di propria composizione dedicati alla regina Isabella di Braganza. La musica non esaurisce i suoi interessi: studia anche astronomia, matematica, fisica e scienze umane. Mostra anche uno spiccato talento linguistico: parlava infatti fluentemente inglese e francese, e leggeva l’italiano e il tedesco.

Nel giugno 1825 il giovane Santiago parte per l’estero per perfezionare i propri studi musicali, iniziando un ventennio di soggiorni tra Francia e Inghilterra. Nella prima trasferta (1825–1829) si stabilisce inizialmente a Parigi, per poi trasferirsi a Londra su consiglio dell’amico José Melchor Gomis, anch’egli compositore. Oltremanica acquista un pianoforte Broadwood e studia con Daniel Schlesinger, virtuoso tedesco che era stato allievo di Ferdinand Ries, discepolo diretto di Beethoven. Sotto la sua guida assimila le opere dei grandi maestri classici. Un problema di salute lo costringe però a rientrare a Parigi, mentre il dovere familiare lo richiama a Madrid nel 1829. Nei viaggi successivi — nel 1833–1834 e nel 1837–1843 — entra nei grandi circoli culturali europei. Frequenta Frédéric Chopin, Niccolò Paganini, Giacomo Meyerbeer, Johann Baptist Cramer; dialoga con Gioacchino Rossini e stringe una fraterna amicizia con Charles-

Valentin Alkan. La stima dei contemporanei è immediata: Felix Mendelssohn, insieme alla sorella Fanny, esegue a Berlino con grande successo il suo notturno a quattro mani La melancolía. Nel 1834, durante un rientro a Madrid, Masarnau è l’unico musicista tra i socifondatori dell’Ateneo, stringendo legami con letterati del calibro di Mariano José de Larra e José de Espronceda. In questi anni traduce in spagnolo il trattato pianistico di Johann Nepomuk Hummel, iniziando un’attività didattica che culminerà nella pubblicazione del suo personale metodo, La llave de la ejecución e, soprattutto, di El tesoro del pianista (1845), una monumentale raccolta in 10 volumi che rappresenta la prima antologia di letteratura pianistica mitteleuropea stampata in Spagna.

Questo profondo bagaglio di studi è la premessa per la sua innovazione fondamentale: introdurre il linguaggio del Romanticismo pianistico in Spagna. Masarnau rompe il predominio del virtuosismo teatrale e delle fantasie d’opera italiane a favore di una linea poetica intima e introspettiva. I suoi articoli per il giornale El Artista (1835) rispecchiano questa visione: dalle colonne della rivista combatte il gusto commerciale dell’epoca e diffonde generi allora inediti in patria, come il notturno e la ballata. Sebbene la sua produzione musicale sia essenzialmente legata alla tastiera, ha lasciato anche una raffinata serie di opere vocali, pagine da camera per diversi organici e composizioni di musica sacra, che testimoniano una versatilità espressiva profonda.

Nel 1838, a Parigi, vive una profonda conversione spirituale. Nel giugno 1839 entra in contatto con l’attivista cattolico Frédéric Ozanam, oggi beato, e si unisce alla Società di San Vincenzo de’ Paoli, l’innovativa associazione laica fondata dallo stesso Ozanam nel 1833 nella capitale francese per portare assistenza ai poveri direttamente nelle loro abitazioni.

Al rientro definitivo a Madrid nel 1843, Masarnau non abbandona la musica, ma le attribuisce un significato nuovo: le sue creazioni

diventano più riflessive, non più mirate a ottenere l’applauso salottiero ma tese solo a elevare gli animi. Nel 1849 il compositore fonda la sezione spagnola della Società di San Vincenzo de’ Paoli, diventandone il primo presidente. Sotto la sua guida nascono le “Conferenze”, i nuclei operativi vincenziani che si diffondono rapidamente in tutta la nazione. In questo periodo approfondisce la composizione di musica sacra, fondendo il suo linguaggio musicale con i temi religiosi.

Il sodalizio supera anche dure tempeste politiche: sciolta dal governo dopo la rivoluzione del 1868 con la confisca dei beni, la Società viene nuovamente autorizzata nel 1874. Masarnau la presiederà fino alla sua morte, nel 1882. Pur mantenendo la sua posizione sociale, impiega il proprio patrimonio per finanziare le Conferenze e sostenere le famiglie indigenti tramite visite domiciliari settimanali, esibendosi in concerti di beneficenza e offrendo lezioni di musica e istruzione gratuite ai bambini poveri. Per questa totale dedizione, già in vita fu considerato un santo dai contemporanei. Nel 2021 Papa Francesco ne ha riconosciuto le virtù eroiche, dichiarandolo Venerabile.

A quasi un secolo e mezzo dalla sua scomparsa, la produzione pianistica di Masarnau è stata riscoperta grazie a Eudora Records, che ha pubblicato nel maggio 2026 l’album Santiago de Masarnau: Piano Works. Il cofanetto contiene tre CD in formato SACD ibrido, compatibili con i comuni lettori ma dotati anche di una traccia nativa ad altissima definizione. Va sottolineato il valore musicologico del progetto, che presenta queste composizioni in prima registrazione mondiale. Per l’incisione è stato impiegato un gran coda Steinway del 1957, il cui suono rende alla perfezione la qualità della scrittura, la cura del dettaglio e la varietà espressiva di questa musica e di chi la esegue. Il repertorio è affidato prevalentemente a Claudia Dafne Sevilla, con quattro pagine solistiche interpretate da Josep Colom e La Melancolía, Notturno patetico op. 15, eseguita a quattro mani dai due interpreti. Ne emerge una lettura unitaria, stilisticamente coerente e rigorosa: Sevilla,

clavicembalista e pianista specializzata nel recupero della prassi esecutiva storica, e Colom, punto di riferimento della scuola pianistica iberica contemporanea, dialogano con un ottimo equilibrio stilistico. La ripresa sonora, di eccellente qualità, restituisce ogni sfumatura espressiva di queste pagine e riconsegna finalmente a Masarnau il posto che merita nella storia della musica.

Fonte, foto di pubblico dominio: commons.wikimedia.org

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com