Un aiuto per i bambini obesi

bambini obesi

La Fondazione Bambin Gesù del Cairo per restituire un sorriso e dare speranza

Il problema dell’obesità non è da sottovalutare. In Italia colpisce il 12% della popolazione adulta, con una prevalenza maggiore negli uomini e nelle regioni del Sud. Il fenomeno è in costante crescita e coinvolge anche un minore su quattro. L’obesità grave nei bambini è una condizione cronica complessa che colpisce oltre 100.000 bambini in Italia. Comporta gravi rischi immediati e futuri, tra cui diabete di tipo 2, ipertensione, steatosi epatica, apnee notturne, disagi psicologici (bassa autostima, bullismo). Sono storie spesso tristi delle quali non ci rendiamo conto pienamente.

Quella di Mariano, dodicenne originario di Vena di Maida, piccola frazione in provincia di Catanzaro, ha suscitato l’attenzione dei media nazionali perché si tratta di una patologia rara, di origine genetica, che lo ha portato a raggiungere quasi duecento chilogrammi. Una condizione clinica che la medicina conosce, che la scienza sa inquadrare, ma che la società fatica ad accogliere ed integrare.

Domus-B nasce qui, da questa lacuna concreta e umana, e si propone di colmarla. Grazie alla Fondazione Bambino Gesù del Cairo ETS, nata per volontà di Papa Francesco e presieduta dal suo ex segretario particolare, mons. Yoannis Lahzi Gaid, svolge una missione precisa: servire l’uomo sofferente, proteggere l’infanzia ferita, difendere la dignità umana senza distinzioni di geografia, fede o condizione sociale. Quella missione, avviata al Cairo tra i bambini delle periferie egiziane, si è nel tempo dilatata oltre i confini originari. Nel 2024, la Fondazione ha distribuito oltre 35.000 pasti e garantito cure mediche, visite specialistiche e medicinali a più di 10.000 bambini e persone vulnerabili.

Quando la storia di Mariano è diventata pubblica, la Fondazione non si è limitata alla solidarietà simbolica. Ha preso in carico il ragazzo: cure mediche, supporto logistico, un pulmino attrezzato su misura per offrirgli autonomia e dignità quotidiana. Successivamente il singolo caso di assistenza si è trasformato in un progetto strutturato, internazionale. La vicenda di Mariano, che faceva fatica a svolgere una vita normale nel contesto sociale, ha avuto un epilogo di rara intensità simbolica: l’incontro con Papa Leone XIV, in udienza privata, è diventato un gesto che sottolinea l’impegno della Chiesa, nella sua dimensione più concreta, senza dimenticare o escludere nessuno.

Domus-B: architettura come atto umanitario

Il nuovo progetto avviato dalla Fondazione Bambino Gesù del Cairo si avvale di una piattaforma con  benefattori attraverso una raccolta fondi sulla piattaforma For Funding di Intesa Sanpaolo, e della partner scientifico-clinico con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e il Policlinico Gemelli.

 In pratica si tratta di creare ambienti adatti per la vita e le cure mediche. Il modulo Domus-B  è un’unità abitativa di 12×3 metri, progettata secondo i criteri dell’architettura assistiva bariatrica pediatrica: accessibilità totale, domotica integrata, sistemi di sicurezza dedicati, arredi pensati per corpi che le case ordinarie non sanno accogliere. Non si tratta di una struttura ospedaliera, né di un alloggio provvisorio: è un ambiente domestico a tutti gli effetti, progettato per restituire normalità a chi ne è stato privato non per scelta, ma per la mancanza di soluzioni adeguate. 

Mariano sarà tra i primi beneficiari del modulo e contribuirà alla validazione del modello. La sua storia, da caso mediatico, diventa strumento di ricerca.

Da sottolineare: l’esigenza di colmare lacune legiferative e assistenziali pubbliche nel contesto medico-statistico.  Secondo il programma di sorveglianza COSI dell’OMS Europa, nella rilevazione 2024 circa un quarto dei bambini europei tra i 7 e i 9 anni risulta in sovrappeso, con una percentuale di obesità che si attesta all’undici per cento. Se non adeguatamente trattata in età pediatrica, l’obesità persiste nell’età adulta nel settanta-ottanta per cento dei casi, con conseguenze gravi sul piano cardiovascolare, metabolico, psicologico e relazionale. La doppia prigionia — quella clinica e quella abitativa — che Domus-B vuole spezzare, è in realtà il riflesso di una tripla assenza: assenza di cure adeguate, assenza di spazi idonei, assenza di un quadro normativo che prenda sul serio la complessità di queste condizioni.

È qui che entra in scena HWB — Hospitals Without Borders, organizzazione non-profit con sede internazionale a Oakland, California, e ufficio europeo a Roma, che Monsignor Gaid ha contribuito a costruire insieme a un gruppo ristretto di istituzioni, imprenditori, professionisti e volontari di respiro globale. Un’impresa umanitaria unica nel suo genere, già pienamente operativa a livello mondiale. 

La raccolta fondi su For Funding di Intesa Sanpaolo è aperta fino al 31 luglio 2026. Mariano e tanti altri bambini e bambine aspettano un aiuto per una vita migliore. 

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