Raye e il suo nuovo album “This Music May Contain Hope”

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Classe 1997, nata a Tooting, quartiere meridionale di Londra, da padre inglese e madre svizzero-ghanese, Rachel Agatha Keen, in arte Raye, è una delle voci più interessanti della nuova scena soul britannica. Dopo un paio di EP durante la fase adolescenziale, nel 2023 pubblica il suo primo album ufficiale intitolato “My 21th Century Blues”, trainato dal singolo “Escapism”, che ottiene grande popolarità sui social network e occuperà le prime posizioni della classifica britannica, oltre che entrare in quella statunitense, la Billboard Hot 100.

Lo stile di Raye ingloba soul, R&B, pop, jazz e dance e attinge da voci femminili come Amy Winehouse, Alicia Keys, Jill Scott, la Christina Aguilera dell’ottimo album “Back To Basics”(2006), ma anche grandi stelle del jazz come Ella Fitzgerald, Nina Simone e Louis Armstrong, oltre che le migliori voci soul degli anni ‘60 e ‘70. Recentemente la cantante britannica è tornata con un nuovo album dal notevole standard qualitativo intitolato “This Music May Contain Hope”. Il titolo è una esplicita dichiarazione di intenti, in quanto tradotto in italiano equivale a  “Questa musica può contenere speranza”.

Infatti Raye mette a nudo i suoi dolori, le sue paure, ma in tutto questo alla fine traspare la voglia di speranza e l’ottimismo. Il sound è a volte cupo, intenso, carico di pathos e drammaticità, ma mai pessimistico. Qua e là riaffiora anche un senso di brio e solarità. La cantante britannica ha voluto concepire questo lavoro come una sorta di colonna sonora per un ipotetico musical in cui vengono mescolate atmosfere vintage con un tocco di modernità, tutto per un lavoro che ci invita anche alla calma, all’ascolto attento, a rallentare dai frenetismi della vita quotidiana.

Sono 17 le tracce in scaletta, 17 tracce dagli umori più vari ma con una logica ben riconoscibile e coerente. Per rendersi conto della qualità superlativa e delle ambizioni di questo lavoro basta tuffarsi nell’ascolto di brani come “I Will Overcome”, dalle atmosfere dense e cariche di teatralità, oppure “Beware…The South London Overboy”, in cui le reminescenze di Diana Ross e le sue Supremes incontrano lo swing delle big band dei tempi che furono. Ottima anche “I Know You Hurting”, uno dei pezzi più pop del disco,  con elementi tipici delle power-ballad più rock, ma non sono da meno brani come la cinematografica “Click Clack Symphony”, che si avvale della partecipazione di Hans Zimmer,  l’ipnotica house di “Life Boat” e il jazz retrò di “I Hate The Way I Look Today”, con sorprendenti momenti di vocalese e lo scat che insegue il coinvolgente assolo di sassofono. Troviamo in “Goodbye Henry” nientepopodimeno che Al Green, grande istituzione del soul anni ‘70, ma le belle sorprese continuano in pezzi come il singolo “Nightingale Lane” con la voce di Raye in continuo crescendo, il funk al fulmicotone di “Skin & Bones” e il soul-jazz orchestrale tipicamente da musical retrò di “Where Is My Husband!”, altro singolo portante del disco, in cui la bella voce della cantante britannica sfodera accenni di doo-wop supportata da una vivace sezione fiati.

In questo suo nuovo lavoro Raye ci fa capire che la musica può anche essere il migliore metodo terapeutico e che la vita è spesso una continua lotta in cui bisogna affrontare i propri demoni, i propri dolori, ma che niente è alla fine perduto, perché, come appunto vuole dirci il titolo del disco, la musica presente in esso contiene speranza. La consapevolezza delle difficoltà e dei tormenti della vita confluisce in quella che alla fine la luce è sempre presente. Raye ha voluto intendere il lavoro come le 4 stagioni, si parte dall’autunno e si arriva a finire all’estate, a dimostrazione che la propria felicità si ottiene grazie alla forza e al coraggio di superare tutti gli ostacoli a cui ci sottopone la vita.

Musicalmente “This Music May Contain Hope” si ritaglia un suo posto di eccezione come una delle migliori uscite discografiche di questi primi mesi del 2026, grazie a questa cifra stilistica che racchiude soul retrò, pop, R&B, atmosfere vintage tipicamente da orchestre e big-band swing-jazz, oltre che un pizzico di modernità pop-dance. Il risultato che ne viene fuori è una musica capace di farsi apprezzare dai palati più esigenti, da nuove generazioni e da quelle più mature, con una sua accessibilità e dinamicità radiofonica, un lavoro pop nel senso nobile del termine.  

Fonte foto: profilo Facebook dell’artista

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