Noi cittadini da consumatori a produttori di energia elettrica, in pochi anni

smart_grids_europa_satellite

Smart Grid. La rete intelligente. Se ne sente sempre più spesso parlare in riferimento alle policy sulla sostenibilità ambientale, ma di cosa si tratta?

L’energia prodotta da fonti rinnovabili, che in alcune realtà all’avanguardia come la Germania compete già con quella derivata da materiali fossili, in un futuro non lontano sarà appannaggio di tutti e addirittura in surplus.

Il premio Nobel e segretario dell’Energia del governo di Barack Obama, Steven Chu, sostiene che alla fine del decennio il costo di un kilowattora di energia solare sarà di soli 4,5 centesimi di euro. Si stima anche che in Italia sarà sufficiente un’area di 50 chilometri quadrati per soddisfare la metà della domanda elettrica della popolazione e che gran parte di quest’area sarà offerta dai tetti degli edifici, senza quindi sottrarre spazio a terreni coltivabili o altre superfici comuni. La rete intelligente permetterà di gestire in modo integrato l’energia prodotta da fonti rinnovabili, solare in primis, allocando in modo ottimale l’eccesso che verrà generato.

Ad esempio, ogni comune potrà indirizzare i cittadini verso un consumo ottimale, incoraggiando scambi di energia tra chi ne produce di più e chi ne richiede di più, oppure offrendo incentivi per limitarne l’utilizzo nei momenti in cui ce n’è meno a disposizione e occorre fare economia. Potrà anche abbassare la potenza degli elettrodomestici in modo da evitare dispendiosi sovraccarichi o cali nelle linee elettriche.

Se tutto ciò vi sembra un sogno lontano, basti considerare che Enel ha già messo a punto un contatore che sarà la pietra miliare del sistema. Si chiama Smart Metering e già da diversi anni viene utilizzato per gestire da remoto i programmi tariffari ed eseguire interventi sulla rete domestica senza bisogno dell’uscita di un tecnico. Il prossimo passo sarà, appunto, la Smart Grid: l’utilizzo di energia non sarà più rappresentativo di un rapporto univoco tra la centrale elettrica e il cliente, non sarà più un consumo fine a se stesso. Diventerà piuttosto una produzione multi direzionale: il cliente potrà restituire alla centrale l’energia generata in eccesso, ad esempio dai pannelli fotovoltaici installati sul tetto della propria abitazione, ma potrà anche scambiarla direttamente con i vicini di casa. La parola chiave sarà flessibilità.

Noi italiani, grazie ad Enel, siamo stati antesignani di questa tecnologia e oggi l’Italia fa parte di diversi team di lavoro europei che si occupano della progettazione e dell’attuazione della Smart Grid. Il prossimo passo sarà standardizzare le connessioni internet degli stati comunitari, lungo cui viaggeranno le informazioni che permetteranno alla rete intelligente di funzionare a livello transnazionale.

Dopo i contatori, la sfida che affrontiamo è di mantenere il nostro lodevole primato, insieme a quella di raggiungere un livello di produzione di energia da fonti rinnovabili del 17% entro il 2020, in ottemperanza all’obiettivo europeo del “20-20-20”: ridurre le emissioni di gas serra del 20% rispetto ai livelli del 1990, aumentare del 20% l’efficienza energetica e produrre il 20% di energia elettrica da fonti rinnovabili.

di Eleonora Alice Fornara

foto: enel.it

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com