
La Cascata delle Marmore è la più alta caduta d’acqua d’Europa, poiché sfrutta un dislivello complessivo di 165 metri, articolato in tre balzi. È alimentata dai fiumi Velino e Nera, affluenti del Tevere, e si trova nei pressi di Terni, in Umbria. Le sue acque vengono impiegate per la produzione di energia idroelettrica. Non è sempre in funzione, ma è sufficiente attendere una mezz’ora per ammirarla nel pieno della sua imponenza
Un segnale acustico annuncia l’apertura del flusso maggiore, e in pochi minuti la portata aumenta, conferendo alla cascata un aspetto imponente e affascinante, esaltato dal vapore che si sprigiona all’istante e la avvolge come in una nube incantata. Di notte è costantemente illuminata e può essere osservata da vari punti lungo la strada sottostante, ma per un’esperienza più coinvolgente si consiglia la visita al parco naturalistico.
Con un biglietto d’ingresso del costo di dodici euro, è possibile percorrere un lungo itinerario che costeggia la cascata fino a raggiungerne la vetta. Si può anche transitare sotto uno dei getti laterali, a patto di essere disposti a ricevere una piacevole doccia naturale, particolarmente gradita nelle giornate torride. L’accesso (dalle 10 alle 18) è adatto a tutti, ma per arrivare in cima occorre affrontare ben 334 scalini.
Numerosi percorsi attraversano il parco ed è possibile spostarsi a piedi tra i due belvedere, sia salendo sia scendendo. Il tragitto è arricchito da aree di sosta con comode panchine collocate all’ombra di alberi rigogliosi, da cui si possono ammirare panorami suggestivi e romantici. Sono presenti servizi igienici e almeno due punti ristoro. L’ingresso è consentito anche agli amici a quattro zampe. Non sono previste guide, anche perché i tempi di percorrenza variano in base alla resistenza fisica di ciascuno.
La storia
Nel 271 a.C., il console romano Manio Curio Dentato ordinò la realizzazione di un canale per far defluire le acque stagnanti verso il salto naturale delle Marmore, da cui le acque precipitavano nel fiume Nera. Ma in concomitanza delle piene del Velino, l’enorme quantità d’acqua trasportata dal Nera minacciava direttamente il centro abitato di Terni. Questo fu motivo di contenzioso tra il capoluogo umbro e la cittadina di Marmore.
Con la caduta dell’Impero romano d’Occidente cessò la manutenzione degli alvei dei canali di afflusso delle acque, con una diminuzione del deflusso e della portata. Nel 1422 un nuovo canale venne costruito per ripristinare l’originaria volumetria del fiume grazie alla volontà del Papa Gregorio XII. Papa Paolo III, nel 1545, incaricò Sangallo il Giovane di aprire un altro canale, che però fu utilizzato solo per 50 anni. Poi si ostruì.
Si pensò allora di costruire una sorta di valvola regolatrice del flusso delle acque che avrebbe permesso di regolarne il deflusso in caso delle ricorrenti piene. Quest’opera fu inaugurata nel 1598 da Papa Clemente VIII, che aveva affidato l’incarico progettuale a Giovanni Fontana. Nei due secoli seguenti, l’opera creò l’allagamento delle campagne circostanti. Papa Pio VI, nel 1787, fece creare dei balzi lungo la caduta delle acque, dandole l’aspetto attuale e risolvendo finalmente tutti i problemi.
La leggenda

Secondo la tradizione, un tempo esisteva una splendida creatura magica, una ninfa di nome Nera, figlia del dio Appennino.
La fanciulla si innamorò del giovane pastore Velino, trasgredendo le regole che non consentivano l’amore con i mortali.
Quando la dea Giunone venne a conoscenza di questo amore, decise che Nera avrebbe meritato una punizione: la portò in cima al Monte Vettore e la trasformo in un fiume, che prese il suo nome.
Nera era talmente disperata che iniziò a scorrere come un fiume in lacrime, arrivando fino al punto in cui aveva incontrato il suo amato Velino la prima volta. Nel frattempo, Velino, non trovandola più, cercò ovunque notizie, finché una sibilla gli rivelò l’accaduto. Il pastore disperato si gettò dalla rupe per tuffarsi nel fiume, così da potersi ricongiungere con la sua amata. Giove assistendo alla scena, lo trasformò a sua volta in acqua, affinché potesse congiungersi con Nera per l’eternità.
Dove mangiare
Nel piazzale antistante la biglietteria si trova un eccellente ristorante, “Il Pavone d’Oro”, che propone deliziosi piatti della cucina umbra, a prezzi contenuti e con porzioni generose e di qualità. Data l’elevata affluenza, specialmente nei fine settimana, è consigliabile prenotare. Il locale dispone di un’ampia sala principale e di ambienti più riservati. Il parcheggio, sebbene spazioso, è a pagamento.
Come arrivarci
La cascata è raggiungibile anche in treno, con arrivo alla stazione di Terni. Da lì, un autobus chiamato “Marmore Link” accompagna i visitatori fin sotto la cascata, con un tempo di percorrenza di circa due ore e mezza. In auto, partendo da Roma, si prende l’autostrada A1 in direzione Orte: una volta usciti al casello, le indicazioni sono numerose e ben visibili. Dal Grande Raccordo Anulare il tragitto richiede circa un’ora e mezza.
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