Il governo Letta incamera la prima fiducia

enrico-letta-pd1Il governo Letta ha ottenuto la sua prima fiducia alle Camere grazie l’approvazione del decreto sulle emergenze, che ha ottenuto 282 voti a favore e 143 no (70 voti in meno rispetto al voto d’insediamento del 29 aprile, causato dall’assenteismo di 86 parlamentari).

Prima della fiducia c’è stato tuttavia un estenuante braccio di ferro con il Movimento 5 stelle, che fino all’ultimo ha osteggiato il provvedimento, chiedendo di stralciare dal decreto anche gli articoli su Tav e il terzo valico di Giovi, al punto da indurre Franceschini (etichettato dai grillini “sciacallo”) a ricorrere alla fiducia.  

Il capogruppo Nuti, ha declamato “Non abbiamo dimenticato la truffa del ddl sul finanziamento ai partiti con i cittadini colpiti dal terremoto siete avari, con i vostri partiti siete invece sempre molto generosi. Il 31 luglio intascherete 91 milioni di euro. Bravi, complimenti. Al governo l’emergenza conviene, per continuare a fare quello che è stato fatto negli ultimi venti anni. E’ talmente falsa l’accusa a noi di voler bloccare i fondi per i terremotati, da fare schifo. Siete dalla stessa parte da chi rideva al telefono la notte del terremoto all’Aquila. Per dare soldi agli amici passate sui cadaveri del sisma in Emilia”.

Ricostruiamo le tappe salienti del vertice: il primo intervento è stato quello di Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia) che ha dichiarato “Votiamo contro la fiducia a questo governo distratto, inefficiente, demagogico come i governi precedenti”.

Stessa posizione è stata assunta dalla Lega, contraria al governo delle larghe intese, il cui portavoce Massimiliano Fedriga ha dichiarato: “Siamo stufi di un governo delle parole e delle promesse. Da Letta e dai suoi ministri solo enunciazioni e niente fatti. Tante promesse mai realizzate “.

Anche Sel si pronuncia contro, e il capogruppo Gennaro Migliore afferma “Questo provvedimento contiene luci e ombre e troppi provvedimenti che non hanno carattere emergenziale. Introdurre la decretazione d’urgenza per fare un testo omnibus è una responsabilità che il Governo deve prendersi. Sel non voterà la fiducia”.

A favore si è espresso invece il Pdl. Il deputato Paolo Alli ha declamato: ”Spiace che non si sia riusciti ad evitare questo passaggio che ha portato alla prima fiducia al governo, quando ve ne erano le possibilità. Questo voto però non è un capriccio o una prova di forza, ma è un momento necessario per un decreto che è fondamentale per il futuro del nostro Paese”.

Altro si è arrivato da Scelta Civica. Lorenzo Dellai ha sottolineato ”Si voterà a favore della fiducia con convinzione, per la condivisione dei programmi e dei progetti di questo governo. Ma con rammarico per il fatto che si sia dovuti ricorrere a un voto di fiducia per il via libera al decreto emergenze”.

 Dopo il voto di fiducia, sono stati discussi i 60 punti dell’odg.

di Simona Mazza

foto: Rosanna Filippin

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