Nel match più importante della trentunesima un Napoli vivace batte la Juventus giù di corda al San Paolo. Ne approfitta la Roma che guadagna 3 punti sui bianconeri nella corsa al titolo. Atalanta e Lazio fanno un passo avanti verso l’Europa, risorgono Hellas Verona e Torino. Il Milan non si ferma e va spedito verso una rimonta difficile ma fattibile. L’Inter delude di nuovo e si fa rimontare il doppio vantaggio dal Livorno. L’Udinese è fuori pericolo. A sette giornate dal termine, tutto è ancora in gioco.
Nuova linfa al campionato nell’ultimo week-end, quando si pensava che tutto fosse già destinato. Sabato, alle 18.00, a Bologna gioca l’Atalanta dei record. Basta poco per portare a casa la sesta vittoria di fila e grazie a De Luca ed Estigarribia condanna un Bologna sempre più invischiato nella lotta per non retrocedere. Per i bergamaschi, ora l’Europa non è un sogno ma una realtà molto consistente. Le sei vittorie di fila non erano mai state raggiunte in 53 stagioni di Serie A, un bel record per mister Colantuono.
Il Milan ospita il Chievo nel posticipo di sabato sera. Balotelli, dopo appena quattro minuti di gioco, va in rete con un gol che risponde alle tante critiche ricevute nelle passate settimane. Poi Kaka sale in cattedra e presente il suo show realizzando una doppietta che lo fa salire a sette reti in questo campionato, centoquattro in trecento presenze. Il Chievo prova a restare in partita, per quanto possibile contro questo Milan ma ne esce con le ossa rotte. Guadagna un rigore, allo scadere ma Thereau dal dischetto calcia sulla traversa.
Domenica, all’ora di pranzo, il Sassuolo ospita la Roma, in un match colmo di polemiche per via delle controverse decisioni arbitrali. Ne è esempio la clamorosa perdita di tempo del giudice di gara, che impiega più di cinque minuti per decidere se assegnare o meno un rigore, generosissimo peraltro, ai danni dei giallorossi. Roma che, comunque, continua a vincere e volare alto in classifica, con i goal di Destro e allo scadere di Bastos. Quarta rete di Mattia Destro nelle ultime quattro partite e doppia cifra raggiunta con dieci in campionato in appena 16 gare e senza calciare rigori.
Nel tradizionale orario delle 15.00 della domenica sono solo quattro le partite. Termina in pareggio e senza reti il match tra Sampdoria e Fiorentina: gara con poche emozioni in cui i reparti difensivi hanno avuto la meglio. I viola hanno provato con più insistenza a portare a casa quei tre punti utili a difendere il quarto posto minacciato da molte squadre. Da segnalare l’espulsione di Mihajlovic, entrato in conflitto con il quarto uomo, nei minuti conclusivi della partita, che mette a rischio la prossima partita, contro la sua ex squadra, la Lazio.
Biancocelesti che tornano al successo fra le mura amiche, contro il Parma, in una partita di una pochezza tecnica disarmante. Tantissimi errori, da parte di entrambe le squadre, e molta confusione delle difese. Ne è la fotografia la goffa autorete di Ciani. Comunque, la Lazio porta a casa una vittoria rocambolesca con Lulic, Klose e Candreva, mettendo a segno il definitivo 3-2. Sugli spalti, continua la dura e civile protesta dei tifosi, che hanno deciso di abbandonare lo stadio almeno fino al termine della stagione, stufi degli atteggiamenti di un presidente che non li rappresenta. Questa vittoria, contro una delle squadre più in forma del campionato, è la prova definitiva che l’assenza dei tifosi non è un alibi per le brutte prestazioni della squadra, come Reja ha provato a sottolineare in conferenza stampa.
Di ben altro calibro, la partita fra Verona e Genoa, i gialloblu ridotti in dieci per più di metà partita, trovano una vittoria bella quanto importante, sul un Genoa comunque autore di una buona partita. La doppietta di Toni in formato mondiale permette al Verona di ritrovare la vittoria, che mancava da più di un mese. Un tre a zero rilanciare le ambizioni dei veronesi in zona Europa.
Torna a sorridere anche il Torino, che trova una vittoria di misura contro un buon Cagliari. Ritorna al goal anche Cerci, che regala i tre punti ai granata, con un bel sinistro a concludere un’azione magistrale di contropiede. Di El Kaddouri e Nenè le altre firme della gara.
Alle 20.45, la grande partita di cartello della trentunesima tra Napoli e Juventus, quest’ultima orfana di Tevez. Gli Azzurri mettono in campo una grinta insolita attaccando i bianconeri con una foga senza precedenti. Strepitoso Callejon, fenomeno Mertens, inesauribile Insigne. Certamente il miglior Napoli della stagione abbatte la corazzata Juventus, per 2-0, riaprendo tutti i discorsi.
Gli incontri di ieri sera hanno visto l’Udinese affrontare il fanalino di coda Catania. I friulani possono sempre contare su Di Natale che risolve le partite e sul loro portiere che para tutto il parabile. Il definitivo uno a zero è deciso dal 187° gol in Serie A del grande attaccante napoletano, che con questo si posizione al 10° posto come miglior marcatore di sempre in questa competizione. Una “standing ovation” per questo campione che a 36 anni va in doppia cifra per la settima stagione di fila.
Nel posticipo, pareggio spettacolo tra Livorno ed Inter. Doppio vantaggio dell’Inter, al termine del primo tempo, con Hernanes (al primo centro in nerazzurro) e Palacio. Nel secondo tempo, è tutto un altro Livorno, che accorcia con Paulinho e pareggia con Emeghara nel finale servito da Guarin autore di un retropassaggio pazzesco che taglia le gambe alla squadra di Mazzarri. Occasione sprecato al vento e tre punti che sarebbero stati fondamentali per il quarto posto. Ma questo è il calcio. Ed è bello per questo.
di Daniele Pizzonia
foto: it.eurosport.yahoo.com

