Calabria: Arrestata l’ex sindaco Girasole per corruzione elettorale, da sempre era considerata un’icona dell’Antimafia

caterina-girasole-sindaco-simbolo-antimafia-0Calabria- Isola di Capo Rizzuto. Crolla un altro mito della lotta alla ‘ndrangheta. L’ ex sindaco Carolina Girasole, è agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione elettorale. La Guardia di Finanza di Crotone ha infatti emesso per lei ed altre 12 persone, l’ordine di custodia cautelare (per sette di essi è stato emesso un provvedimento restrittivo), su richiesta del Pm Salvatore Curcio della Procura Distrettuale Antimafia.

I capi d’accusa sono: associazione a delinquere di stampo mafioso, corruzione elettorale, turbativa d’asta, usura, favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio. Tra loro vi sarebbe anche un poliziotto, che avrebbe passato informazioni alla cosca. Certo, ci si poteva aspettare l’accusa per il boss Nicola Arena ( 76 anni), attualmente in carcere, ma nessuno avrebbe mai immaginato che la Girasole potesse essere inserita nella lista nera, soprattutto perchè aveva da sempre sbandierato il suo impegno contro le potentissime ‘ndirne calabresi, che da anni sono annidate pericolosamente dentro le Amministrazioni Comunali.

Nei cinque anni precedenti, la Girasole infatti aveva incentrato il suo mandato contro la criminalità organizzata. Per questo venne accomunata ai primi cittadini di Monasterace e Rosarno, Maria Carmela Lanzetta ed Elisabetta Tripodi (la prima non è più in carica), insieme alle quali aveva partecipato a numerose manifestazioni antimafia. Oltre a lei è stato anche arrestato il marito, Franco Pugliese che avrebbe chiesto esplicitamente appoggio alla cosca Arena, in particolare ai figli del boss, Massimo e Pasquale, per l’elezione di Carolina Girasole a primo cittadino nel 2008. Secondo l’accusa, l’ex sindaco ( in carica dal 2008 al 2013) sarebbe stata eletta con i voti della cosca Arena, famiglia potente in Italia e all’estero.

La donna si era candidata anche lo scorso anno con la Lista Civica di Mario Monti ma non era stata eletta e a Maggio la sua abitazione al mare era stata incendiata, a causa del suo impegno antimafia, almeno questo era ciò che si pensava fino alla scoperta delle sue collusioni. Veniamo ai dettagli dell’accusa: secondo la Gdf, la donna avrebbe avuto occhi di riguardo verso i componenti della cosca ed in particolare verso la richiesta di riottenere un terreno di 78 ettari sequestrato alla famiglia Arena nel 2005 e poi confiscato nel 2007 .

Tutto ciò ovviamente in cambio di voti, che la famiglia Arena garantì.  Il sindaco avrebbe chiesto e ottenuto almeno 1.350 voti.

di Simona Mazza

 foto: liquida.it

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