Cinque proclami del fascismo sui muri di via Cola di Rienzo

Magia? Colla speciale resistente? Sembra un miracolo ma in questi giorni, durante i lavori di restauro di un noto negozio in via Cola di Rienzo a Roma (quasi all’angolo con Piazza Risorgimento) lato destro andando verso il Tevere, sono comparsi ben 5 proclami, verosimilmente stampati ed affissi nel 1943, sui muri esterni di un esercizio commerciale.
Il fatto, abbastanza singolare per una affissione che può avere oltre 80 anni, potrebbe essere spiegato solo in questa maniera: le vecchie vetrine del negozio, ora provvisoriamente rimosse, li hanno protetti dall’effetto dilavante della pioggia e dallo scolorimento del sole in tutti questi lustri. Ovviamente mostrano la loro età ma quello che vi è scritto si legge ancora chiaramente.

Tre di questi manifesti inneggiano al desiderio del fascismo di conquistare l’isola di Malta, allora sotto il dominio britannico e mai raggiunta poi dalla marina italiana. Il quarto esalta i difensori della Francia, così vi è scritto, sotto una foto che ritrae alcuni soldati della legione straniera, presumibilmente in Algeria; in questo compaiono ancora dei colori poiché la foto non era in bianco e nero.

L’ultimo invece riguarda un avviso della “Regia Prefettura di Roma” che obbliga l’oscuramento notturno della città di Roma in vista dei bombardamenti: ogni abitazione privata, esercizio pubblico, ospedale, mercato, cinematografo, stazione ferroviaria, dovranno avere luci spente o protette o azzurrate, con velocità delle automobili ridotte, onde impedire al nemico di colpire nodi nevralgici dell’apparato civile della città.

Purtroppo non vi sono date ma i vari manifesti dovrebbero essere coevi tra loro e quindi, riferendosi all’ultimo da noi descritto, potrebbero essere stati affissi attorno al 19 luglio 1943, giorno del primo bombardamento alleato della città. Vi parteciparono in tutto ben seicento aerei che, in più ondate, scaricarono quattromila bombe provocando tremila morti e undicimila feriti, nei pressi dello scalo merci di San Lorenzo e della Stazione Tiburtina.
Sarebbe auspicabile che la Sovrintendenza ai monumenti di Roma o altro Ente preposto, potesse preservare questi eccezionali ritrovamenti storico-giornalistici, magari creando delle bacheche di vetro protettive o asportandoli con le dovute cautele, per altra destinazione. Per ora decine di romani o turisti, fanno la fila per vedere questi manifesti del passato, immortalandoli in foto che resteranno cimeli storici.


