Panico a Montecitorio: un uomo spara a due carabinieri ” Volevo fare un gesto eclatante”

699388Ore 11,34- Mentre ieri il governo di Enrico Letta era riunito per il giuramento, un uomo Luigi Preiti ( 49 anni) ha aperto il fuoco contro due carabinieri che si apprestavano a chiudere gli accessi alla piazza.  

Ricostruiamo i fatti

Ore 11,30- Preiti si avvicina alla transenna e i militari lo invitano ad allontanarsi, ma proprio in quel momento, l’uomo estrae una Beretta 7.65 con matricola cancellata e spara per ben sette volte.

Il brigadiere Giuseppe Giangrande  crolla a terra, mentre il collega Francesco Negri viene ferito ad una gamba.

Giangrande ,rimasto vedovo due mesi fa e padre di una ragazza di 23 anni, è stato sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico durato oltre tre ore. La pallottola ha lesionato le vertebre e si è fermata all’altezza della scapola. Il direttore del Dea, Claudio Modini parla di “ danno midollare importante, prognosi riservata per 72 ore quoad vitam”. Ovvero è in pericolo di vita.

Negri ha invece, che ha subito la frattura della tibia destra, continua a chiedere notizie del collega.

Preiti arriva sabato alle 15 da Rosarno con l’obiettivo di uccidere “ Volevo ammazzare un politico, volevo fare un gesto eclatante in un giorno importante”. Era partito dalla Calabria in treno ed era stato fermato, per uno strano destino, da due agenti della polfer. Dopo aver esibito documenti e biglietto, l’uomo aveva ripreso il suo viaggio verso Roma indisturbato.

Appena arrivato a Roma , trova alloggio all’hotel Concord zona Esquilino. Dopo un breve riposo , fa un giro di perlustrazione per le vie del centro, dopodichè si rintana in camera e non esce fino alle 9,30 del giorno successivo, quando, armato di tutto punto si dirige verso la meta prefissa.

Alle 11,30 arriva a Montecitorio e il resto è storia. Alle 11,35 il panico è totale. Luigi Preiti viene immediatamente fermato, buttato a terra e ammanettato. Sorride, ma intanto implora “Allentatemi le manette, non sento più il braccio”.

Cosa sappiamo di Preiti?  E’ un ex muratore disoccupato e separato, ha un figlio di 11 anni e un’attrazione pericolosa per le slot machine. E’ stato medicato al S. Giovanni  e una prima diagnosi parla di “profondo stato depressivo”. Oltre all’arma aveva una sacca sportiva piena di pallottole. Dopo le prime cure è stato trasferito al comando provinciale dell’arma di piazza S .Lorenzo in Lucina, dove parla a raffica di ciò che lo ha spinto al drammatico gesto.

“Ho 50 anni e sono costretto a vivere con i miei genitori. I politici no, pensano solo a sé stessi, guadagnano un sacco di soldi e mangiano alla faccia nostra e noi, intanto siamo nei guai”.

“Avevo pianificato tutto ; ci riflettevo da circa due settimane. Tutto era iniziato pensando che avrei dovuto dare un segnale forte per cercare di fare sentire la mia voce, la mia disperazione. La mia situazione, la separazione da mia moglie e mio figlio e il mio ritorno dai miei, in Calabria, la disoccupazione dalla quale non riesco a uscire mi hanno frustato molto. Volevo che qualcuno si accorgesse di me, ho fatto tutto da solo. L’arma ce l’avevo, l’ho presa 4 o 5 anni fa al mercato nero di Genova.” Poi prosegue “ ho pensato che oggi fosse il girono giusto per manifestare la mia rabbia contro le istituzioni il governo stava giurando. Volevo sparare a un politico e poi togliermi la vita, ma sono rimasto senza colpi”. In realtà come abbiano detto, la sua sacca era piena di bossoli.

“ Quando mi sono accorto che non c’era nessun deputato, nessun ministro, nessun senatore,, ho puntato verso i carabinieri e ho fatto fuoco”

Poi chiede scusa ai militari “ Non ce l’avevo con loro, ma loro stavano lì davanti al palazzo e io dovevo fare qualcosa”.

di Redazione

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