Se il soffitto dell’Opéra potesse cantare

opera

La decorazione della cupola dell’Opéra Garnier di Parigi fu commissionata a Marc Chagall negli anni Sessanta del Novecento dall’amico André Malraux, allora Ministro degli Affari Culturali, e inaugurata il 23 settembre 1964.

Nella mostra “Chagall. Il testimone del suo tempo” tenutasi a Ferrara presso il Palazzo dei Diamanti dall’11 ottobre 2025 all’8 febbraio 2026, c’è una sala dedicata a quest’opera mediante un esperimento di Sonificazione. La sonificazione è la trasformazione di dati e informazioni in suoni e rumori, e può essere un’esperienza sorprendente, un’interfaccia per persone non vedenti e perfino un mezzo di analisi dei dati in molti settori scientifici.

Il pittore ha raffigurato le opere di 14 compositori: Gluck, Beethoven, Verdi, Bizet, Adam, Tchaikovsky, Stravinsky, Ravel, Debussy, Rameau, Berlioz, Wagner, Mozart e Mussorgsky.

Il musicista francese Mathias Durand ha creato un percorso musicale scegliendo le parti delle opere evocate dai disegni, che vengono fatte ascoltare ai visitatori mentre osservano le riproduzioni dell’affresco. 

Il cerchio centrale 

I quattro disegni inclusi in altrettante nuvole che riempiono un cerchio centrale  rappresentano le prime 4 opere, circondate da altre nuvole, ognuna con un colore dominante, fra quelli più usati dal pittore, giallo, rosso, blu e verde.

1-Gluck – Orfeo e Euridice

Chagall raffigura Orfeo con la sua lira e un personaggio alato che gli porge un mazzo di fiori, che per lui sono il simbolo dell’amore. Orfeo, dopo aver incantato con la sua musica le divinità infernali, ottiene il permesso di ricondurre Euridice nel mondo dei vivi, a condizione di non voltarsi a guardarla finché non avrà lasciato gli Inferi. Ma, impaziente, si volta e la perde per sempre. L’aria scelta è “Che farò senza Euridice”.

2 -Beethoven – Fidelio

La scena dipinta da Chagall sembra evocare la liberazione di Florestan nell’ultimo atto del Fidelio. II prigioniero, vittima di un’ingiusta condanna, appare a cavallo, e di fronte a lui si libra nell’aria una figura femminile, come molte figure dipinte dall’artista russo. E’ Leonore, o Fidelio nel suo travestimento maschile, pronta a rivelare la propria identità e a salvarlo.

3-Verdi – La Traviata

L’estratto evocato da Chagall rimanda alla celebre scena del ricevimento in cui Violetta e Alfredo intonano il celebre brindisi, “Libiamo, libiamo ne’ lieti calici, che la bellezza infiora, Libiam nei dolci fremiti che suscita l’amor” invitando gli ospiti a celebrare la gioia e l’ebbrezza della vita. 

4 -Bizet – Carmen

Il musicista Durand interpreta il disegno di Chagall come un riferimento all’aria “L’amour est un oiseau rebelle” (L’amore è un uccello ribelle), cantata da Carmen nel primo atto dell’opera. Carmen è vestita di rosso, rappresentata da sola, simbolo della sua libertà e del suo carattere indipendente, mentre Don José posto dietro di lei, subisce l’influenza del suo fascino.

L’area dei colori caldi

5- Adam – Giselle

Un gruppo di danzatrici su sfondo giallo rappresentano l’atto finale del celebre balletto, in cui Giselle morta di dolore dopo aver scoperto l’inganno dell’amato Albrecht, danza tra le Villi, le creature sovrannaturali che incarnano le anime delle ragazze morte prima delle nozze. 

6- Tchaikovsky – II Lago dei Cigni 

Ancora su fondo giallo la scena finale del Lago dei cigni, in cui Odette, la principessa condannata a vivere sotto le spoglie di un cigno, danza insieme a Sigfrido, il principe che la ama. Solo la morte condivisa potrà spezzare l’incantesimo e restituire a Odette la libertà perduta.

7 – Stravinskij – L’Uccello di Fuoco

L’Uccello di fuoco, creatura magica che sostiene il principe Ivan Carievi nella lotta contro le forze del male ma incarna al tempo stesso la bellezza e la fragilità. L’atmosfera misteriosa dell’opera riflette l’essenza magica e mistica del racconto russo, che Chagall traduce in immagini di intensa potenza simbolica.

8- Ravel – Dafni e Cloe

L’estratto scelto da Chagall sembra evocare le nozze dei due protagonisti, celebrate in mezzo a una folla festante, che si svolgono a Parigi, con la Torre Eiffel sullo sfondo, il simbolo della città, in una nuvola rosso intenso.

L’area dei colori freddi 

9- Debussy – Pelléas et Mélisande

L’estratto scelto da Chagall sembra riferirsi alla scena in cui Mélisande, colta dalla tristezza, intona “Mes longs cheveux” i suoi lunghi capelli che scivolano nel pozzo, gesto simbolico della sua condizione di prigionia. La figura maschile incoronata potrebbe alludere a Golaud, il marito, che pur detenendo il potere è prigioniero delle proprie passioni e dei suoi turbamenti interiori. L’uomo imprigionato, infine, potrebbe essere Pelléas: i suoi movimenti sono liberi, eppure il suo destino e l’amore proibito per Mélisande lo intrappolano, come un’ombra legata al fato.

10 – Rameau – L’opera completa 

In questo dettaglio del soffitto Chagall raffigura la facciata dell’Opéra Garnier. L’iscrizione rende omaggio a Jean-Philippe Rameau (1683-1764), grande compositore e teorico dell’armonia, considerato il padre dell’opera francese del Settecento.

11 – Berlioz – Romeo e Giulietta

Una coppia fluttuante raffigura i due amanti in un abbraccio tenero e protettivo, i cui corpi si fondono in un unico slancio, simbolo del loro amore indissolubile. Alla loro sinistra compaiono edifici che evocano Verona, teatro della vicenda, ina nuvola verde scura.

12 – Wagner – Tristano e Isotta

Chagall fa riferimento al finale di Tristano e Isotta, noto come Liebestod (Morte d’amore). La musica di Wagner, intensa ed eterea, simboleggia l’unione definitiva tra i due amanti. Sul soffitto, ancora in verde scuro, Chagall rappresenta Tristano e Isotta abbracciati, il loro amore che culmina nella morte.

13 – Mozart – Il Flauto Magico / 

La scena scelta da Chagall è particolarmente enigmatica, in una nuvola blu intenso. La figura femminile nuda può essere interpretata come Pamina, simbolo dell’amore puro e dell’ideale femminile ricercato dall’eroe, mentre il giovane ornato da una corona di fiori rimanda probabilmente a Tamino, il cui amore per Pamina costituisce il cuore della vicenda.

14 – Musorgskij – Boris Godunov

Chagall sembra riferirsi alla scena della morte di Boris. La figura alata che suona il flauto appare come presagio soprannaturale, simbolo della fine ineluttabile che incombe sullo zar. Sullo sfondo il cimitero e la folla evocano l’approssimarsi della morte, mentre gli spettri delle colpe passate lo circondano in un’atmosfera blu.

A Parigi per un attimo

La potenza del suono e delle immagini va oltre l’interpretazione, così il visitatore viene trasportato a Parigi, con lo sguardo rivolto al soffitto dell’Opéra Granier, dove nelle nuvole colorate volano i personaggi immaginati dall’artista, mentre viene avvolto dalle note delle arie di famose opere liriche.

*Biochimico, ex direttrice del dipartimento di medicina epidemiologia e igiene del lavoro ed ambientale dell’INAIL

Foto dell’autrice

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com