Il leader del Pdl prima parla di teatrino della politica e poi è il primo ad inscenarlo. Vi ricordate quando Berlusconi diceva “Noi non facciamo parte del teatrino della politica” irridendo la classe politica esistente? Bene, di quella classe politica oggi egli ne è parte integrante e del “teatrino” è ancora protagonista principale.
Con le sue uscite, un giorno in ritirata e l’altro all’attacco, oltre a passare per l’ultimo indeciso del pianeta e non per lo statista a cui tanto ambisce per passare alla storia, Silvio Berlusconi, che pensavamo si fosse davvero tolto dall’agone per la leadership pidiellina, ritorna. Ma anche no. Perché, a quanto pare, ha lasciato ancora qualche dubbio: o fa risorgere Forza Italia per il terzo millennio oppure si rimette a capo del Pdl.
Angelino Alfano, attuale segretario del partito, ha subito fatto sapere che se il grande capo tornasse in campo non si terrebbero più le previste primarie del centrodestra. Fanno e disfano come meglio credono. Ma i candidati alle loro primarie, i loro elettori, la base del partito che si stava adoperando per la competizione del 16 dicembre? Che ne sarà di loro, del loro lavoro e della loro faccia? Forse il sipario del teatrino Pdl si riaprirà. Sicuramente con una sala vuota, senza spettatori. Ormai questi hanno scelto teatri più organizzati, con attori più seri e più leali nei confronti del pubblico.
Enzo Di Stasio

