Crazy Heart, il cuore di un uomo è la sua arma migliore

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Il film Crazy Heart è stato uno dei più grandi successi della stagione 2009/2010, con un Golden Globe per il Miglior Attore vinto da Jeff Bridges e uno per la Miglior Canzone Originale, due Premi Oscar vinti nelle medesime categorie e una quantità massiccia di nomination.

Miglior Attrice Non Protagonista a Maggie Gyllenhaal per gli Oscar e tre nomination al British Academy of Film and Television Art, rispettivamente per Miglior Attore, Miglior Colonna Sonora e Miglior Canzone Originale. 

Ma dove stà la particolarità del Film, la pellicola dove trova il suo cuore pulsante, la sua spinta propulsiva?

La domanda può sembrare scontata visti i risultati a livello delle Charts e delle nomination, ma non lo è poi così tanto, la spinta stà nel titolo stesso: il cuore matto è ciò che spinge la pellicola a dei livelli incredibili di pathos, di profondità personale, un vero e proprio tuffo nell’anima di chiunque sappia emozionarsi ancora.

La storia di un uomo rude, Bad Blake, un cantante di Musica Country come non se ne vedono più, attaccato alla bottiglia, alla vita on the road, ma che saluta i suoi amici con un Dio Ti Protegga, che ama non la sua vita in se per se, ma quello che la sua vita rappresenta in funzione della musica, ama la sua musica e ogni giorno ringrazia Dio per le proprie canzoni, ringrazia le canzoni stesse come emanazione della propria vita e ringrazia la vita che Dio gli ha donato per avergli dato l’ispirazione per scrivere delle canzoni che resteranno sempre nell’anima di chi le ha sentite e di chi, come lui le ha vissute.

Il cuore di cui si parla nel titolo è l’affermazione stessa della potenza della vita, un cuore pazzo che regala esperienze e sensazioni che un uomo, nella sua imperfezione e piccolezza di fronte alle grandi prove dell’esistenza, riesce a trasmettere a chi come lui ha aperto il su essere e la sua anima ai grandi sforzi del proprio cammino, a chi ha amato e ama con tutto se stesso, a chi sa perfettamente che ongi cosa che succede accade per un motivo e che riesce a percepire i cambiamenti che Dio mette sulla sua strada al primo sguardo.

La pellicola in se è pura emozione, traspare dal viso segnato di Jeff Bridges, dalle sue mani di uomo che ne ha viste tante, dalla sua voce profonda che canta dell’amore che oltrepassa ogni distanza, negli occhi di Maggie Gyllenhaal, quasi una bambina che si commuove per il dono di immortalare un momento meraviglioso in note e parole, nel vento e nel calore del deserto che lui attraversa con la jeep, sua vecchia amica che non risente dell’età, nelle stanze di motel che accolgono il suo sonno stordito dall’alcohol e che lo priettano verso una nuova destinazione.

Ma alla fine cosa rimane, se non il cuore e il guardarsi indietro sapendo che per ogni danno fatto c’è sempre la possibilità di rimediare, ci sarà sempre il perdono, perchè la follia del cuore e la follia dell’amore rendono ongi cosa fatta, giusta o sbagliata che sia degna di essere vissuta e ricordata.

Daniele Penitenti

foto: accesshollywood.com

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