Intervistiamo oggi Cesare Procaccini, uno dei padri fondatori del Pdci (Partito dei Comunisti italiani), che il 21 luglio 2013 ha ereditato la reggenza della segreteria generale da Oliviero Diliberto.
Procaccini (classe 1953), ha nel suo attivo un curriculum di tutto rispetto, come Uomo, politico e lavoratore (metalmeccanico). Tra il 1995 e il 2000 è stato vicepresidente del Consiglio regionale marchigiano. Ha sempre lavorato nella terza Commissione (Attività produttive, Problemi del lavoro, Emigrazione, Agricoltura e foreste, Cooperazione, Industria, Artigianato, Commercio, Turismo e industria alberghiera, Acque minerali e termali, Formazione professionale, Caccia e Pesca), tranne nella legislazione tra il 2005 e il 2010, dove ha operato nel V settore, ovvero la Sanità. Ha militato in Rifondazione Comunista fino al 1998 per poi passare al Gruppo Comunista in Regione nel 2010.
Attualmente la sinistra (ovviamente non parliamo del Pd) vive un momento di stallo e sembra incapace ad inserirsi nella scena politica, non superando mai la soglia del 5%. Quali sono le cause di ciò? La frammentazione in partitini minori può essere una delle ragioni?
Non c’è dubbio che la causa principale della crisi della sinistra deriva dalla frammentazione accentuata da leggi elettorali con sbarramenti sempre più alti. Tentativi di unità a sinistra ci sono anche stati ma sempre per necessità elettorali, bisognerebbe provare ad unirsi per la rappresentanza del mondo del lavoro. Per questo il nostro Partito ha avanzato a tutta la sinistra la proposta di un fronte della sinistra del lavoro per una piattaforma unitaria che può poi – ma solo poi – avere una declinazione elettorale. Sinistra del lavoro per i comuni, per le regioni per l’Italia e per l’Europa.
Lei sembrerebbe favorevole alla scissione di Pdci e Rifondazione Comunista e c’è già chi grida all'”attentato al comunismo” Cosa comporterebbe l’eventuale separazione? Perché sarebbe necessaria?
Scissione? Per carità serve l’unità dei comunisti! Prc e Pdci unità dal basso e dall’alto per un unico partito comunista.
Quindi se l’Italicum dovesse diventare il nuovo sistema elettorale, i partiti della vera sinistra, per avere qualche possibilità di entrare in parlamento, dovrebbero unirsi tutti in un unico e solo partito? In sintesi: alleanza sì, alleanza no?
La legge elettorale Berlusconi-Renzi è gravissima e pericolosa, alza la soglia di sbarramento all’8%, anche per questo una sinistra autonoma – che fa o non fa accordi su base programmatica – deve unirsi a prescindere dal tipo di elezione: comune regione elezioni per il parlamento e per le europee. Unità nella diversità, simbolo unitario col simbolo dei partiti. Basta con liste e nomi strani dove i partiti sono quasi indesiderati o al meglio mal sopportati.
Oggi è ancora attuale parlare dell’ideologia, parlare di Comunismo e Fascismo o forse è meglio che esse vengano seppellite, per dare spazio a concetti più “moderni”?
L’ideologia comunista è più attuale che mai. Dopo la fine dell’Urss e del “socialismo reale” la vittoria del capitalismo su vasta scala ha peggiorato le relazioni tra i popoli, si sono affermate nuove e peggiori dittature. E’ tornata la guerra come strumento dell’imperialismo. Tuttavia la vittoria non è stata totale, in modo diverso e in diverse parti del mondo ci sono importanti esperienze: dalla Cina, all’America latina e Cuba che resiste da più di mezzo secolo al “blocco” Usa. Esperienze di tipo comunista e progressista. Anche in Italia nell’89 si diceva che l’ideologia era morta sotto il “muro”. Il Pci fu sciolto, ma se facciamo un bilancio serio da allora, tutte le condizioni delle masse popolari sono peggiorate. Materiali e diritti democratici.
Grillo è un catalizzatore di voti e un collettore della rabbia sociale. Perché riesce ad amalgamare platee eterogenee, praticamente su tutto e perché la sinistra non riesce a convincere nessuno, anche su temi d’interesse nazionale?
Grillo ha risorse e presenza mediatica pari e maggiore a quelle di Berlusconi e Renzi, tuttavia va riconosciuto che alcuni temi che ha posto, come l’attacco ai partiti, hanno fatto colpo perché tra privilegi e scandali, molta politica in questi anni ha dato un brutto esempio. La sinistra dopo le sconfitte del 2008 e del 2013 sembra balbettare e oscillare tra radicalismo e omologazione. Ecco perché si deve formare un fronte di sinistra con un profilo autonomo e con precisi punti programmatici: giovani, lavoro, pensioni, sanità, scuola, acqua pubblica.
Una vecchia canzone declamava “Comunista maglia rosa”. Ebbene se la sinistra oggi è Renzi, secondo lei la canzone è stata profetica o Renzi rappresenta davvero l’alternativa concreta?
Renzi nuovo? Sarà pure brillante e popolare, ma per fare cose vecchie: meno tutele e diritti per i lavoratori, innalzamento delle soglie di sbarramento, quindi meno democrazia, e attacco al finanziamento pubblico dei partiti. La politica deve tornare, secondo Renzi, cosa esclusiva dei ricchi. Tutte cose decisamente vecchie, che avevamo già sentite e viste. Nessuna novità, quindi! La vera novità, peraltro largamente prevedibile, è la completa democristianizzazione del Pd.
Le manifestazioni organizzate dalla sinistra sono sempre straripanti di giovani, eppure la maggior parte di essi è sempre più apolitica e non vuole legarsi ad alcuna bandiera. Come spiega tale tendenza?
Le giovani generazioni in effetti, senza generalizzare, preferiscono al “partito” altre forme più tematiche di impegno e di lotta. Questo accade per tanti motivi, non ultima la capacità attrattiva delle nuove forme di comunicazione. Noi dobbiamo cercare di capire e di apprendere da quello che ci circonda, senza però dimenticare che molte di queste lotte non hanno un respiro generale, sono giuste ma parziali. Il vero problema è che talvolta i partiti anziché cercare di unificare le tante vertenze vogliono mettere il “cappello” sui movimenti, creando rifiuto e diffidenza da parte dei giovani. Al tempo stesso ci sono anche tantissimi ragazzi e ragazze che cercano di impegnarsi dentro i partiti, e che nel nostro caso sono bravissimi dirigenti di partiti; colgo l’occasione per dire che i Comunisti italiani con protagonisti ragazze e ragazzi stanno riorganizzando la Fgci.
Un politico del passato che potrebbe risollevare le sorti del presente?
Più che un politico del passato servirebbe a sinistra una politica diversa e più coraggiosa, dobbiamo in primo luogo unire i comunisti in un unico partito. E se vogliamo attingere alla migliore politica della storia italiana, secondo me, l’esperienza e l’organizzazione del Pci hanno tuttora una straordinaria attualità, unitamente all’esempio di Enrico Berlinguer al quale il Pdci dedica la tessera del 2014.
di Simona Mazza
foto: lnx.comunisti-labaro.it

