Web: Bonu (PWI), il Made in Italy si impone nel design dei siti

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(AGI) – Cava de’ Tirreni, 10 set. – Il made in Italy si impone anche su Internet. Marchi di tutto il mondo ricorrono allo stile italiano per affacciarsi sulla rete con una funzionalita’ e una eleganza che sono ormai divenuti riconoscibili anche nel cyberspazio.

E’ uno dei dati piu’ evidenti della nona edizione del ‘Premio Web Italia‘ di Cava de’ Tirreni, dove oggi saranno assegnati i riconoscimenti agli 11 professionisti di spicco del settore e ai 26 siti Internet che si sono imposti per qualita’ e innovazione. “Il premio ha un paio di finalita’ principali” dice all’Agi il presiedente Roberto Bonu, “fare talent scouting individuando quali sono le giovani realta’ e le nuove tendenze e valorizzare chi ha espresso un talento riconosciuto. E’ emerso che alcune eccellenze a livello internazionale hanno un’anima italiana: societa’ italiane che hanno sede all’estero e portano altissima la bandiera del design italiano lasciando un segno riconoscibilissimo”.  

Il Premio ha individuato professionisti che hanno negli ultimi anni raggiunto risultati assolutamente di eccellenza. Un modo anche per scoprire le nuove professionalita’ che nascono con lo svilupparsi della rete e che vanno dallo user experience designer, capace di trasfornare un sito web in una esperienza di navigazione, agli esperti di web marketing che pianificano campagne all’interno della rete. Per non parlare dei community manager chiamati a gestire comunita’ che possono contare dalle poche centinaia ai milioni di utenti o degli sviluppatori: tecnici informatici che curano la parte ingegnieristica da affidare poi ai manager di contenuti (giornalisti e web writers) e ai digital strategic planner che aiutano la pianificazione dell’ingresso nella rete.

“Il paradigma tutto italiano della microimprenditoria diffusa e’ rappresentato anche sul web” aggiunge Bonu, “le piccole realta’ che fanno un ‘artigianato digitale’ proliferano. Nei prossimi anni cresceranno e segneranno l’immagine del web in Italia”. Il presidente del Pwi riconosce che in Italia “siamo senza dubbio messi peggio di qualcun altro sul fronte della banda larga, della fiducia degli utenti nel commercio elettronico o della disponibilita’ degli imprenditori ad aprirsi ai social network“, ma “oggi e’ molto piu’ rischioso fare benzina con una carta di credito a un distributore che un acquisto su Internet”.  

E se in molti hanno imparato da soli a muovere i primi passi sul web, Bonu sottolinea che “il ciclo educativo e’ gia’ partito”. “Tutti coloro che realizzano sistemi per il web fanno educazione innanzitutto a chi ha commissionato loro un servizio” aggiunge, “le aziende a loro volta fanno educazione ai loro clienti. Forse si puo’ fare di piu’ in ambito pubblico, lanciando nuove iniziative, ma i dati sono in crescita e sono rassicuranti”.

Fonte: agi.it

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