
Esce questo fine settimana nelle sale italiane This must be the place, diretto da Paolo Sorrentino. Il film, il primo girato in inglese dal regista napoletano, è stato presentato a Cannes lo scorso maggio e diffuso in tutto il mondo tranne la Cina, uscirà negli USA intorno a dicembre in modo da poter concorrere agli Oscar.
Il protagonista è Sean Penn che, dopo il secondo Oscar ricevuto per Milk, non fa che confermare le sue doti straordinarie di attore. Nei panni di Cheyenne, ex rockstar in depressione, Penn trasforma infatti non soltanto il suo look ma, e ancora una volta, l’intera modalità recitativa: egli non recita Cheyenne, ma diventa Cheyenne.
Capelli neri e cotonati, occhi truccati, unghie laccate, rossetto alle labbra ed abiti rigorosamente neri la figura di Cheyenne è ripresa interamente dal leader dei The Cure Robert Smith, il suo modo di essere è invece un incrocio tra la visione del regista e quella dell’attore che ha saputo svilupparne ed interpretarne la personalità fino ai suoi risvolti più estremi: andatura e parlata lenta, voce in falsetto, onestà disarmante. Come lo stesso Sorrentino racconta parlando di Penn “Lui ha portato moltissimo al personaggio, lavora sulle sfumature e sui dettagli anche sul momento. Il suo camminare nel film rappresenta a suo dire il passo dei ricchi che si vergognano di esser diventati ricchi, ha dato sfumature al personaggio impadronendosene anche più degli sceneggiatori. L’idea di parlare così rallentato è una sua idea, e fornisce risvolti anche comici”.
Il film si presenta come un road movie girato quasi interamente tra Stati Uniti e Messico alla ricerca dell’aguzzino nazista del padre di Cheyenne, ma tale ricerca è molto più di una vendetta: è la fuga di Cheyenne dal suo personaggio che pure continua a portare con sé nel travestimento, è la ricerca di soluzioni ai conflitti irrisolti dentro di sé, è il viaggio nella complessità del personaggio così ben delineato da Sean Penn e capace di arrivare al comico senza cadere nel grottesco.
D’altronde così recita la colonna sonora del film scritta da David Byrne dei Talking Heads e dal cantautore Will Oldham: “Home is where I want to be/But I guess I’m already there/I come home she lifted up her wings/Guess that this must be the place” (Casa è dove voglio essere/Ma mi sa che ci sono già/ Vengo a casa lei ha sollevato le ali/Sento che questo dovrebbe essere il posto”).
Nel complesso uno dei film meno cupi di Sorrentino, consente di affezionarci a Cheyenne seguendo con riso amaro le sue riflessioni e ingenuità. Senza dubbio l’incontro tra attore, regista e colonna sonora è in questo caso un incontro “da Oscar”.
Claudia Durantini
foto: mymovies.it

