
Nell’era del 3D e degli effetti speciali, assistere alla proiezione de “L’Illusionista” è un piacevole ritorno al passato. Il poetico e delicato film d’animazione di Chomet, omaggio al comico e scenografo francese Jacques Tati, narra la vicenda di un prestigiatore che approda in Inghilterra in cerca di fortuna, ma ben presto si trova a fare i conti con il dilagare del rock ‘n roll. Nell’incontro con una giovane donna l’uomo si riscopre nel ruolo di paterna guida, ma anche quando questa nuova impresa volge al termine ecco che il mago si ritrae senza rimpianti, proseguendo con serena accettazione il suo viaggio. “L’Illusionista” è una bellissima favola muta, disegnata per lo più in 2D, dove il sonoro predominante è quello delle splendide musiche firmate dallo stesso regista, e delle immagini che parlano e raccontano con semplicità la quotidiana sfida dell’essere umano: restare fedele a se stesso in ogni momento del proprio cammino, senza recriminare un passato ormai perduto e andando incontro con consapevolezza ad un futuro ancora tutto da scoprire.
Daniela Leonardi

