Quasi con certezza saremo costretti a tornare alle elezioni. Nonostante il Presidente Napolitano abbia infatti più volte tentato di salvare il salvabile per far convivere pacificamente Pd e Pdl, la situazione sembra sfuggire di mano.
Anche se i due partiti, pur essendo diametralmente opposti, hanno individuato dei punti condivisi, si trovano ora nell’infausta situazione di gestire il dissenso dei loro elettori che, giustamente, non si identificano nel pateracchio studiato a tavolino dai loro rappresentanti.
A far vacillare il già precario equilibrio del compromesso, è Nichi Vendola che potrebbe essere decisivo nel votare la decadenza di Silvio Berlusconi dal Senato. Infatti, la presidenza della Giunta di Palazzo Madama per le autorizzazioni a procedere è presieduta da un esponente di Sel.
Questo potrebbe provocare la frattura insanabile tra Pd e Pdl: i primi sarebbero propensi a votare a favore della decadenza da senatore, i pidiellini invece, come appare palese, voterebbero contro.
L’unico modo per frenare questa caduta libera potrebbe essere rappresentato dalle dimissioni dell’ex premier in Senato. A questo punto Berlusconi non sarebbe più candidabile. La legge Severino, infatti, dispone che chi è punito con una condanna maggiore di due anni non può candidarsi. Se, invece, è già stato eletto, deve lasciare il Parlamento.
Come si potrebbe salvare il Cavaliere? L’unica carta rimane quella della grazia, ma la cosa appare molto dubbia. Si assisterebbe a un’insurrezione di massa.
Intanto l’ex Presidente del Consiglio, in caso di votazione negativa, deve fare una scelta tra i servizi sociali, domiciliari o, ipotesi molto improbabile, optare per un soggiorno a San Vittore.
Sembra che anche questa volta Berlusconi stia sfruttando questo vento per un suo tornaconto.
La cosa grave è che in questo Paese tutti i problemi più pesanti sono stati lasciati da parte. E così continuano a moltiplicarsi persone senza lavoro, famiglie senza speranze, aziende in chiusura. Giornali e TV discutono solo della vicenda Berlusconi. Attendiamo con trepidazione lo scioglimento di questo nodo gordiano.
di Simona Mazza
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