
Gianfranco Fini nell’intervista ad Annozero, sembra voler mantenere una tregua con il Premier dichiarando: “Non credo si voti a marzo, auspico che la legislatura vada avanti”. Il presidente della Camera tuttavia non rinuncia a mantenere salde le sue posizioni sul tema giustizia e sul federalismo. Si dice favorevole al Lodo costituzionale “perchè non è lesivo della Costituzione; né degli interessi dei cittadini”, ma non si mostra d’accordo sui provvedimenti relativi al processo breve “perchè cancellerebbero i processi e negherebbero la giustizia a tante vittime”, e in particolare perchè, sostiene l’inquilino di Montecitorio, occorre rispetto per la magistratura “a maggior ragione in un momento in cui si consegna un bazooka ad un procuratore”. Coglie poi l’occasione per presentare Futuro e Libertà, che afferma “non è un partito vecchio stampo ma un movimento di opinione trasversale perchè lo sostiene chi ha votato il Pdl, chi non lo ha votato, e anche chi ha votato a sinistra”. Difende inoltre il suo ruolo di presidente della Camera, dal quale non ha intenzione di destituirsi: “Il presidente della Camera non può essere il capo di un partito, e infatti io non sono capo di Fli, ma politici come Spadolini hanno svolto attività politica e non c’è nulla di male se lo faccio anche io”. Non manca poi di intervenire sulla vicenda Montecarlo dicendo: “Sono stato colpito in termini famigliari e personali, ma anche in termini politici. Io ho il diritto più di ogni altro di conoscere la verità, anche per sapere se sono state favorite alcune azioni di informazione, come ad esempio il via vai di faccendieri”. Infine parla di privatizzazione per la RAI, al fine di far entrare “denaro fresco nelle casse del Paese “anche se, ironizza “bisognerebbe vedere chi acquista, altrimenti sarebbe ancora più manifesto il conflitto di interessi”. E proprio sul conflitto di interessi si esprime dicendo che è un problema reale; ma non di oggi, e che le altre democrazie si sono da sempre imposte con leggi più restrittive in tal senso; ma che in Italia nemmeno la sinistra è stata in grado si approvare provvedimenti più severi in merito.
di Redazione

