Amarcord. La tv dei ragazzi negli Anni ’90

albero azzurroAaah, i vecchi tempi. I nostri amati “vecchi tempi”. No, chi vi scrive non è un ottantenne nostalgico del periodo fascista, e nemmeno un figlio dei fiori che ripensa a quel lontano 1969, anno del Festival di Woodstock. Quando parlo dei tempi che furono, mi riferisco al periodo d’oro della tv dei ragazzi: gli anni ’90.

Ricordo che quando tornavo a casa, dopo la scuola, accendevo subito “mamma” tv per vedere una nuova puntata di “Solletico”, probabilmente uno dei programmi per ragazzi più riusciti. La caratteristica che ha fatto di questo programma un cult, a mio parere, è stato il suo carattere fortemente pedagogico: i ragazzi, oltre a giocare e a vedere cartoni, potevano imparare qualcosa divertendosi, grazie allo spazio dedicato alla scienza e al tg ragazzi.

Stesso discorso per “L’Albero Azzurro”. Chi non ricorda l’uccello Dodò? Se vi state chiedendo se sia quell’ uccello di pezza che, per la sua postura, sembrava avesse il colpo della strega cronico, la risposta è si, proprio lui. Ma, aldilà degli acciacchi fisici, era sempre pronto ad ascoltare storie che contenevano una morale, educative quindi per noi bambini di allora.

Capitolo cartoni animati. In quegli anni ce n’erano di incredibili.

“Holly e Benji”, ad esempio, avvicinava i ragazzi al calcio e quindi alla cultura dello sport di squadra. Un difetto, però, quel cartone lo aveva: la durata delle partite. Per vedere se un tiro entrava in porta, dovevi avere pazienza: passavano le stagioni, festeggiavi i tuoi compleanni, avevi la prima cottarella, e, diventato ormai troppo grande per i cartoni, un dubbio ti rimaneva comunque: “Ma poi, Holly, fece gol??”

Ritorniamo un attimo bambini, quindi prima che Holly provi il tiro secolare, prendiamo il telecomando e facciamo zapping.

Ci imbattiamo in “Lady Oscar”. Per questo cartone, un solo aggettivo: meraviglioso. Riesce infatti a coniugare intrattenimento ed apprendimento di nozioni storiche, rendendo un genere televisivo per bambini come i cartoni animati, una vera e propria lezione di storia.

“E’ quasi magia Jhonny”, “I Puffi”, “Kiss Me Licia”, “Mila&Shiro”, “Pippi Calzelunghe”, “Ti voglio bene Denver”. La lista è lunga.
Ora, però, prima di spegnere la tv, torniamo grandi, al 2014, e vediamo cosa c’è. Tralasciando le repliche di vecchi splendidi cartoni, un nome domina l’attuale panorama per bambini: Peppa la Maiala. No, non è roba per adulti, è semplicemente la traduzione di “Peppa Pig”, la graziosa maialina dalla risata irritante, che vive con i suoi genitori, due maiali (parliamo di suini), e con il fratellino George, suino anche lui. Una famiglia di suini, insomma.

Ora, non so voi, ma paragonare i cartoni di oggi con quelli di una volta è impresa non da poco. Non per demeriti dei primi, piuttosto per il fatto che difficilmente quei capolavori passati potranno essere ripetuti o addirittura superati. Per i più ottimisti, non resta che aspettare. Per gli scettici come me, non resta che ricordare.

Aaah, quando c’erano loro…

di Giovanni Fuiano

foto: teloricordimica.blogspot.it

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